Alla fine il decreto, e la nottata, sono passati. Il consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto legge per l’emergenza rifiuti, registrando l’annunciata opposizione della Lega, che ha votato contro il provvedimento. Queste le misure prese e le prime (piuttosto scontate) reazioni:
Arriva il via libera al trasferimento dei rifiuti di Napoli fuori dalla Campania che potrà realizzare singoli accordi con le Regioni per il conferimento senza dover chiedere il parere della conferenza Stato-Regioni. Il terzo punto del decreto stabilisce che i trasferimenti abbiano come “destinazione prioritaria le regioni limitrofe”. […] Irremovibile il leader della Lega, Umberto Bossi, che ha ribadito che le regioni del Nord non accetteranno i rifiuti campani: «Il problema dei rifiuti lo abbiamo già risolto una volta», ha detto. «Ma i rifiuti sono ancora per strada. Vuol dire che non imparano la lezione e le Regioni del nord non accetteranno i rifiuti della provincia di Napoli». […] Duro anche il sindaco di Napoli: «A Bossi e alla Lega – ha detto De Magistris – daremo un dispiacere nei prossimi mesi dimostrando che Napoli e il sud non sono una palla al piede per il paese. Il decreto non risolve nulla, è sostanzialmente pilatesco. È assolutamente deludente: se c’è un’urgenza il governo la deve risolvere. Se invece rimanda ad accordi bilaterali, è quello che già esisteva prima, e dunque non ha risolto nulla» (loredana lerose, cronache di napoli, 1 luglio)
Pilatesco o meno, l’impressione è che il decreto non influisca concretamente sull’emergenza, ma piuttosto apra una serie di possibilità di accordi (difficili in molti casi), provando a velocizzarne e a facilitarne l’iter. Berlusconi d’altronde ha fatto capire («Non ho il 51%») di aver dovuto tener conto dei mal di pancia della Lega, e di conseguenza di non essersi potuto spingere molto oltre. Si è spinto molto avanti, anzi indietro, quando ha parlato di futuro:
Il premier ha confermato che sarà spesso presente a Napoli per seguire la realizzazione completa del ciclo dei rifiuti. E ha anticipato una sorta di crono programma: «Sarà necessario almeno un anno e mezzo per avere discariche e inceneritori».(angelo agrippa, corriere del mezzogiorno, 1 luglio)
Chissà che cosa ne pensa il sindaco De Magistris, che solo da qualche giorno aveva smesso di beccarsi con il presidente della regione Caldoro, il quale insisteva proprio sulla necessità di costruire nuovi inceneritori per risolvere il problema rifiiuti. Una cosa certa, è il fatto che una tale comunione di intenti e di progetti tra comune, regione e governo, non potrà che facilitare il cammino della città verso la soluzione dell’emergenza. Intanto spopola sul web la foto di Oliviero Toscani scattata nell’ambito di una progetto che raccoglie immagini raffiguranti i volti degli italiani, città per città. Toscani ha deciso di immortalare, durante la realizzazione delle fotografie sui napoletani, anche il sindaco De Magistris.(guarda la foto)
La foto è già un cult, una via di mezzo tra la copertina del Mattino post terremoto (il celebre “Fate presto!”), e la foto che ritraeva Maradona nudo nella vasca da bagno a conchiglia del boss di Forcella, Giuliano. A proposito, viene fuori il nome di Lavezzi, nell’ambito delle indagini che riguardano l’ormai ex capo della squadra mobile di Napoli Vittorio Pisani. Nessun coinvolgimento per il calciatore, che viene tirato in ballo a causa di una piccola rissa in cui l’argentino si era ritrovato coinvolto, e per ridimensionare la quale Pisani si sarebbe interessato. Omissioni sulle indagini, scambi di favori con elementi vicini alla criminalità organizzata, insomma un vero pasticcio, che vede come provvedimento immediato ai danni del superpoliziotto il divieto di dimora in città.
leggi l’articolo (irene de arcangelis, la repubblica, 1 luglio)
a cura di pazzaglia


