La notizia l’aspetti con ansia. Quando si aprono i giornali e si vede che bene o male il mondo gira e nulla intaccherà il suo movimento, ci si sente leggermente strani, come se la giornata non avesse gran che senso. L’avvenimento mediatico dà un fine alle ventiquattro ore. Ma oggi c’è internet e i giornali si sono specializzati nell’aggiornamento minuto per minuto, quindi possiamo dire che ci sono tre o quattro sensi che si avvicendano nel giro di poche ore.
Stamattina sui quotidiani locali in rete è il maxi arresto nell’ambito dell’inchiesta sul clan Fabbrocino a tenere banco. Pare che l’operazione non risparmi veramente nessuno:
I militari del comando provinciale di Napoli della guardia di finanza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, chiesta e ottenuta dalla direzione distrettuale antimafia partenopea, nei riguardi di sessanta persone, sedici delle quali svolgono le funzioni di giudici tributari. Nell’inchiesta sono coinvolti esponenti del clan camorristico Fabbrocino, egemone nell’area vesuviana e nel nolano, funzionari e impiegati delle commissioni tributarie provinciale di Napoli e regionale per la Campania, un funzionario dell’ufficio del garante del contribuente della Campania, un funzionario dell’agenzia delle entrate, un commercialista e un docente universitario: si tratta di Enrico Potito, professore di diritto tributario della facoltà di economia della università Federico II di Napoli. (redazione online, corriere del mezzogiorno, 19 marzo 2012).
Ma forse in città si vocifera molto di più per il rigore sbagliato da Cavani e per la doppietta segnata subito dopo. L’attesa ora è tutta per il ritorno di semifinale di coppa Italia che si giocherà mercoledì sera. Sicuramente si parla di meno del carcere di Poggioreale:
Emergenza Poggioreale, scende in campo il ministro della giustizia. Il guardasigilli Paola Severino chiederà nelle prossime ore una dettagliata e aggiornata informativa sullo stato in cui versa il più disastrato istituto penitenziario italiano, anche alla luce del caso denunciato dal «Mattino» dei pasti che vengono offerti da pericolosi soggetti legati alla camorra ai detenuti più indigenti. Anche questo rappresenta un subdolo strumento di arruolamento nelle file della criminalità organizzata. [...] Proprio sulla complessità delle problematiche leate alla vita di questi detenuti – aggravate dalla condizione di estremo sovraffollamento (siamo quasi a quota 2800 reclusi, rispetto a una capacità ottima di 1300) – è in corso anche un’inchiesta della procura di Napoli. (giuseppe crimaldi, il mattino, 19 marzo 2012).
Infine, sono quasi certo che poche persone parleranno e commenteranno questa notizia, anche se quasi tutti i giornali gli dedicano spazio:
Precari del progetto Bros nella zona del cantiere dei lavori per le regate di Coppa America. Obbiettivo: ripulire i giardini e la scogliera. In settanta hanno raccolto e differenziato rifiuti davanti alla rotonda Diaz. Due gruppi in azione. «Quello che vogliamo dimostrare – sipegano i precari Bros – è che se puliamo solo la facciata di questa città le cose non cambieranno mai. Non siamo contrari a eventi come la coppa America. Anziché investire tutti quei soldi solo su questo, sarebbe anche opportuno investire in azioni di bonifica, di raccolta differenziata, e su noi che siamo stati formati proprio per questo». (repubblica napoli, 19 marzo 2012).
A voi il senso da scegliere per questa giornata.
a cura di arsenio lupino


