Che rassegna stampa posso mai fare in un giorno in cui si taglierà l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori per compiacere “i mercati”, l’Europa o tutti e due, e dal ridimensionamento di queste garanzie dei lavoratori deriverà un immediato abbassamento dello spread, a sentire il governo?
Stamattina il dj è monotematico, preparatevi: lavoro, economia, vertenze, commesse, cultura solo se monetarizzabile (colonna sonora suggerita: un bel remix di Money)
L’accordo è ufficiale. Atitech spa, società specializzata nella manutenzione aerea con base a Napoli e controllata da Meridie spa – investment company dedicata alle imprese del Centro-Sud Italia – ha firmato il rinnovo del contratto per la manutenzione della flotta di corto e medio raggio di Alitalia-Cai. [...] Il valore complessivo-base della commessa è di centosessanta milioni di euro. [...] Il piano di rilancio di Atitech, avviato dal novembre 2009 a seguito dell’acquisizione da parte della cordata composta da Manutenzioni Aeronautiche (75%), società controllata al 92,14% da Meridie Spa, Alitalia-Compagnia Aerea Italiana (15%) e Finmeccanica (10%), ha portato la spa ad essere oggi una delle più grandi realtà nell’ambito delle manutenzioni di velivoli narrow body in Europa. Risultato che inorgoglisce il patron di Atitech, Gianni Lettieri, ex presidente dell’Unione degli industriali di Napoli e sfidante alle ultime elezioni di Luigi de Magistris. (paolo cuozzo, corriere del mezzogiorno, 20 marzo 2012)
Come diceva un mio amico pochi giorni fa passando davanti all’aeroporto, «Lettieri si è comprato Atitech per una cifra così bassa che ce la potevamo comprare pure noi… Solo che a noi non ce la vendevano!». Ti piace vincere facile?, come diceva quella pubblicità. Non a tutti va così bene.
Indotto Fiat e indotto AnsaldoBreda: le anime del malessere occupazionale si sono unite in un corteo di protesta che ieri mattina ha paralizzato il centro storico di Napoli. [...] Gli ottocento operai in cassa integrazione straordinaria degli impianti ex Ergom di Napoli, Pomigliano e Caivano chiedono garanzie sul futuro. Dal prossimo 2 aprile il sito di Caivano chiuderà e i duecento dipendenti si trasferiranno nello stabilimento ex Ergom di Napoli. Ma l’impianto di via De Roberto è già fermo da mesi per mancanza di commesse. «Speravamo nella nuova Panda, di poter fornire i componenti alla nuova vettura, ma siamo ancora in cassa integrazione», spiegano le tute blu che si occupavano della realizzazione di plance e serbatoi per le Alfa Romeo prodotte dalla Fiat di Pomigliano fino all’anno scorso. (pino neri, il mattino, 20 marzo 2012)
Bisognerebbe smetterla di credere nei panda, e non vale solo per le macchine. Anche al comune è tempo di bilanci, nonchè di “intese strategiche” temporanee con gli ex cattivi.
L’imprenditore Alfredo Romeo, il patron dell’azienda, ha manifestato la volontà di riqualificare a sue spese un pezzo di città. Investendo cinque milioni. Si tratta dell’area che va dal Beverello a via Depretis. Certo in mezzo c’è il suo albergo e quindi Romeo ne trarrebbe un grande giovamento nel riqualificare quel pezzo di Napoli. [...] Il progetto è stato spedito in Comune ed è al vaglio dei tecnici, presto se ne saprà di più. La transizione con la Romeo – che deve avere dal Comune 43 milioni di euro – consente di dismettere una buona parte del patrimonio disponibile. E chiudere un contenzioso giudiziario molto scivoloso. [...] La Romeo sbloccherà la vendita del patrimonio per una cifra vicina ai 140 milioni di euro. Il comune pagherà alla Romeo, a tranche, il debito da 43 milioni. (lu.ro., il mattino, 20 marzo 2012)
Tutto bene, solo una cosa non ho capito: che cosa si vende? E chi se lo compra, per farci cosa?
Lo so che è una domanda da panda. A proposito, oggi si inaugura la Casa delle donne, alle 16, all’ex Asilo Filangieri – una venue sempre più affollata direte… ma questo era stato deciso prima della Balena. Il fatto che ci sia bisogno di una casa per le donne, come se fossero una minoranza religiosa, una sottospecie in estinzione invece che più della popolazione mondiale… Discorsi da panda direi, se non fosse che in questi giorni le donne che hanno bisogno di fare un’interruzione di gravidanza al Policlinico rischiano di essere mandate indietro perchè i medici, guarda caso, sono tutti obiettori di coscienza, e dove vanno a finire queste donne? Il tempo dei panda non è ancora finito.
a cura di nina d’alessio


