Deve essere stata una giornata di inferno, quella di ieri, per l’intero apparato della carta stampata nazionale, e in particolar modo per i giornalisti delle agenzie di stampa, per quelli napoletani, o che si occupano di Napoli e dell’emergenza rifiuti. Non c’è stata infatti, ieri, una “personalità” – un politico, un ministro, un prete, un intellettuale, un pinco pallino – che non abbia rilasciato una dichiarazione riguardo la situazione del capoluogo campano. Il presidente della Repubblica e il cardinale Sepe, ad esempio, hanno lanciato rispettivamente ”un monito” e “una raccomandazione” perché si risolva il problema in fretta. Poi è intervenuto Berlusconi, che ha parlato di un decreto, pronto con ogni probabilità per martedì:
«Sì certamente. Affronteremo il problema che è già sul tavolo da diversi giorni cercando le soluzioni più appropriate».
A quel punto sono girate le scatole al ministro leghista Calderoli:
«Su una cosa vogliamo essere chiari, sulla questione rifiuti non accetteremo decreti truffa, sennò volano le sedie, lo abbiamo detto a Berlusconi e a Letta.[…] Al momento non abbiamo visto alcun testo, ci hanno solo detto che c’è l’emergenza rifiuti, ma di cose scritte, di testi, non ne abbiamo visti».
Questo pressapochismo, però, ha infastidito il sindaco di Napoli…
«La sicurezza igienico-sanitaria e la dignità della terza città d’Italia – sottolinea De Magistris – non possono essere subordinate ai giochi di equilibrismo politico interni alla maggioranza e al Governo, al braccio di ferro fra il presidente del Consiglio e la Lega Nord, all’intento di usare a fine propagandistico il dramma vissuto da Napoli e dalla Campania». (ilmattino.it, 25 giugno)
…ma anche il ministro dell’ambiente, che proprio con De Magistris era stata a lungo a colloquio:
«La questione rifiuti deve venir risolta dagli enti locali attraverso il ritorno alle procedure ordinarie, senza far ricorso a nuove procedure emergenziali ma con un forte supporto del governo nella fase di transizione». Lo dicono il ministro dell’ambiente Prestigiacomo e il sindaco De Magistris, nel corso della riunione al ministero sulla nuova criticità della raccolta dei rifiuti. Il ministro ha «assicurato che si adopererà affinchè al più presto da parte della Regione vengano ripartiti i 150 milioni di euro che sono stati assegnati alla Campania», e pertanto «in quota parte anche a Napoli per impianti intermedi e per la raccolta differenziata». (ilmattino.it, 25 giugno)
Il riassunto (purtroppo obbligato) di quanto accaduto ieri, e di conseguenza del lungo elenco di dichiarazioni e battibecchi, andava fatto, e inquadrato nel cosiddetto intento di “dovere di cronaca”, punto cardine di questa rassegna. Evitiamo di dilungarci ulteriormente sugli episodi di disperazione che stanno coinvolgendo sempre più cittadini in giro per Napoli, che alternativamente bloccano le strade, incendiano rifiuti, ma capita anche puliscano il lungomare, come accaduto nel caso dei disoccupati del progetto Bros, i quali hanno voluto ribadire la propria voglia di essere utilizzati dal comune per le operazioni di raccolta differenziata:
guarda le foto (fotogallery di riccardo siano, repubblicanapoli.it, 24 giugno)
Chiudiamo con una notizia interessante, proposta dal Corriere del mezzogiorno. Se nel governo la confusione e i litigi, in questa fase, vedono protagonisti soprattutto i leghisti – che a quanto pare le proveranno tutte per impedire l’attuazione di provvedimenti che allevino Napoli dal peso dell’emergenza – c’è chi bisticcia per cose ancora più importanti. Si tratta di due deputate (entrambe campane, peraltro), molto attive, come vedrete, nel cercare di risolvere i problemi che affliggono Napoli in questi giorni. Alessandra Mussolini, infatti, è rimasta molto male per non aver ricevuto la partecipazione alle nozze di Mara Carfagna, il ministro che in passato, dopo uno scontro molto duro, l’aveva apostrofata come “vajassa”. La Mussolini parla di errore politico da parte della Carfagna, un errore inaccettabile per un ministro alle pari opportunità:
leggi l’articolo (redazione on line, corrieredelmezzogiorno.it, 24 giugno)
Personalmente non esiterei a suggerire una pari opportunità, a Carfagna e Mussolini, riguardo il luogo dove andare a risolvere le proprie beghe, ma decido di astenermi, per buon gusto. Buona giornata a tutti.
a cura di pazzaglia


