A pensarci bene la legalità è sicuramente molto più complicata dell’illegalità. Pecca di astrazione come valore, a differenza del suo contrario che è pura prassi: «fa quello che vuoi» suona molto meglio di «attieniti a questa norma stipulata sul principio di non fare del male al prossimo tuo come te stesso, o sul dovere categorico, o in nome di un Altro che mai si conoscerà». Non è un caso quindi che a essere defenestrati dalla giunta comunale siano stati quelli chiamati per essere garanti della legalità: Raphael Rossi qualche mese fa, e ora il magistrato Giuseppe Narducci. Tempi duri per la rivoluzione arancione. E ora? Giustamente si è detto: «se non funziona colla legalità vediamo se può aiutare ritornare a coloro che addirittura sono riusciti ad essere illegali nei confronti delle norme del proprio partito (ricordate le primarie?)». Forse, però, veramente c’è un limite a tutto.
Il caso rimpasto rischia di generare tensioni all’interno del centrosinistra napoletano. Il sindaco Luigi De Magistris, infatti, ha definitivamente chiuso ai democratici, affermando che non accetterà un ingresso di esponenti del Pd nella squadra di governo. Questo è bastato, ai democratici stessi, per formulare accuse al vetriolo nei confronti del sindaco (en, cronache di napoli, 25 giugno 2012).
Canta invece vittoria Caldoro, che sembra non avere problemi di giunta, ma anzi, addirittura sarebbe molto contento dell’operato dei suoi uomini.
«Ci ho messo la faccia, ho individuato le soluzioni. Il mio compito è decidere ma in un gioco di squadra che ha funzionato a partire dalla giunta e dai consiglieri regionali fino ai parlamentari campani, ai sindacati e alle imprese. Tutti hanno fatto la loro parte». Stefano Caldoro incassa l’ok del governo e tira un sospiro di sollievo: «Abbiamo evitato il default, però c’è ancora tanto da fare». [...] Il prossimo passo è ottenere entro luglio «lo sblocco dei pagamenti dei fondi europei fermi per infrazione dal 2008» (ger.aus., il mattino napoli, 25 giugno 2012).
Ma la giunta Caldoro non si ferma qui.
Il buco dei trasporti sarà coperto anche con le tasse pagate dai cittadini. Ma non aumenteranno le addizionali Irap e Irpef, che sono già le più alte d’Italia. La scommessa della Regione è infatti ripianare il deficit del comparto utilizzando una parte degli introiti oggi destinati ai conti in rosso della sanità. La rivoluzione scatterà nel 2013: la giunta Caldoro annuncia il pareggio di bilancio della sanità entro la fine di quest’anno; a quel punto finirà il commissariamento e sarà possibile abbassare le addizionali di almeno il 50 per cento; la restante parte sarà invece utilizzata per ridurre i debiti dei trasporti. (ger.aus., il mattino napoli, 25 giugno 2012).
Caldoro batte De Magistris? Sembra impossibile, ma nell’ “economia” del gioco pare essere in vantaggio il piddiellino, stando ai giornali, o meglio al Mattino. Tutto sommato bisognerebbe chiedere ai governati, sono sicuro che i campani risponderebbero con un’alzata di spalle o con urla che la decenza costringe a non scrivere.
a cura di arsenio lupino


