Finalmente le vacanze volgono al termine. Niente più luci, niente più alberi e palline, fine degli estenuanti cenoni e della puzza di frittura impregnata sui vestiti. Ce la siamo vista brutta. Voi finite pure di digerire capitone baccalà e insalata di rinforzo, sparate pure le vostre ultimissime pupatelle. Nel frattempo, quelli aumentano il pedaggio della tangenziale, e io scrivo questa rassegna alle prime luci del mattino perché da quando ho letto la notizia non riesco più a prendere sonno. Ho pure provato a scrivere una lettera da indirizzare a varie testate locali, ma niente.
Cirino Pomicino vende caro ogni chilometro di Napoli. L’unica strada cittadina a pagamento di Napoli continua a rincarare. Il presidente, Paolo Cirino Pomicino, ha portato il pedaggio da 85 cent a 90. Quando fu inaugurato nel ’72, il «serpente» lungo 21 chilometri costava trecento lire; in quarant’anni il pedaggio si è sestuplicato; negli ultimi sei gli aumenti sono stati cinque. Con 270 mila passaggi giornalieri, la tangenziale è ben frequentata da pendolari. Smentito lo slogan aziendale: «Comodità, rapidità di spostamento e sicurezza». A tutte le ore del giorno, infatti, il «serpente» è spesso intasato da lunghe code di auto e camion (cspa, il giornale, 5 gennaio 2012).
Ladri! Per fortuna qualche cittadino attivo riesce a trovare sfogo tramite lettere ai giornali e a sbollire quest’indignazione frustrata. Sopperirò con un cicchetto. C’è bisogno di chiarezza, del resto, anche se c’è chi preferisce la penombra alla luce. Insomma si può sapere perché il sindaco ha mandato via Raphael Rossi o no? Su questo caso c’è ancora chi si chiede insistentemente perché sia stato sostituito (peraltro contro la sua volontà) senza apparente motivo. Non l’avete ancora capito?
Sul caso Raphael Rossi vogliamo chiarezza. Penso che abbiamo diritto a una risposta, ma vale la pena di ricordare che come proclamava il sindaco in campagna elettorale la democrazia partecipata è tutto in un’amministrazione cittadina sana. Cominciamo a ragionare anche noi da cittadini attivi. Rivendichiamo il diritto di conoscere i fatti, perché in questa operazione Asia non c’è assolutamente trasparenza. Allora il piccolo rinascimento di de Magistris mostra già le prime crepe (e non solo per la vicenda Raphael Rossi); prima che si affondi nuovamente nelle sabbie mobili di bassoliniana memoria e che un domani prossimo qualche trasmissione di Report ci racconti l’inimmaginabile, chiediamo un’assemblea pubblica dove porre le nostre domande e fugare tutti i nostri dubbi. In democrazia si fa così, che ve ne pare? (lettera di giuliana quattromini, il fatto quotidiano, 5 gennaio 2012)
A me pare che la storiaccia dell’incendio doloso e dei falsi invalidi sia notevole. Decine di faldoni dati alle fiamme e i colpevoli avevano perfino le chiavi degli uffici comunali! Si parla di trentasei mila falsi invalidi sgamati a Napoli finora, e la Campania rappresenta un ottavo di tutte le pensioni d’invalidità erogate dall’Inps in Italia, meno di mezzo milione di persone. Siamo una città d’invalidi.
Secondo quanto accertato dagli investigatori della polizia, i “soliti ignoti” si sarebbero introdotti negli uffici della presidenza e della segreteria amministrativa dell’ente di via Gianturco, prelevando alcuni fascicoli relativi alle pratiche, già istruite oin fase di verifica, appiccandovi il fuoco. Inutile dire che è del tutto ovvio che si sia trattato di qualcuno interessato a non far emergere le magagne putrescenti del tessuto sociale partenopeo: resta solo da capire chi e come. Gli inquirenti non disperano di arrivare presto alla soluzione di questo non troppo enigmatico caso (…) Lo scandalo dei falsi invalidi complica però la situazione economica generale dell’istituto di previdenza nazionale (peppe rinaldi, libero, 5 gennaio 2012).
Ah, queste magagne putrescenti del tessuto sociale partenopeo!
a cura di giancamillo pellone


