Pare che gli insetti siano la specie destinata a governare il mondo. La loro capacità di sopportazione supera di gran lunga quella degli altri animali, dei mammiferi, degli uomini. Non a caso sono i più numerosi. A volte, nelle grandi città sono l’unico residuo del mondo naturale e non antropico. Sfortunatamente la capacità dell’uomo di apprezzare la natura ormai è pari a zero. O forse sarebbe meglio dire che la natura è stata totalmente inglobata nei processi umani. Non a caso parliamo di processi. Gli insetti, infatti, fanno schifo, semplicemente perché a essi è associato lo scarto dell’uomo. Una bella blatta ha la sua importanza, ma poiché l’uomo non ha ancora fatto i conti con i suoi escrementi industriali e consumistici, un insetto che gli ricorda il rimosso viene affrontato come l’apparizione dell’inconscio. È come il bambino piccolo che vede per la prima volta la sua creazione fecale.
I più disincantati, come Salvatore e Angela hanno messo mano al portafogli. Stufi di chiamare i centralini Asl e sentirsi dire che «i soldi per ammazzare gli scarafaggi non ci sono», hanno cominciato a organizzare collette popolari. Che ormai sono diffuse tra centinaia di cittadini. Cinque o dieci euro, versati da molti: professionisti e casalinghe, operai ed ex contrabbandieri. Alla Vicaria e alla Sanità, ma anche al Vomero o a Fuorigrotta. Una raccolta spontanea per una disinfestazione. Come se la città dalle devastanti etichette dovesse sempre lottare con un’insidia di altri tempi, una minaccia di sapore biblico, un nemico primordiale. E dopo l’immondizia (momentaneamente) archiviata, ecco il pericolo rosso. Rosso blatte. (conchita sannino, la repubblica napoli, 9 luglio 2012).
Si sa, a insegnare ai bimbi l’accettazione dei propri meccanismi corporali ci sono i genitori. «Guarda non siamo solo belli e giocherelloni, non ingeriamo solo cose buone, ma siamo anche ciò che dobbiamo espellere. La nostra coscienza ci dice che non possiamo espellere sul tavolo, ma che dobbiamo farlo in un luogo adeguato e che non c’è niente di male nel sapere che siamo anche puzza e scarto. Grazie a questo scarto possiamo viviere».
Per mettere la parola fine, si spera, a tale criticità è previsto per oggi un confronto indetto dal sindaco Luigi De Magistris e dal vice sindaco con la partecipazione dei rappresentanti Asl per decidere gli interventi ad hoc da predisporre per fronteggiare tale problema prima che esso diventi ancor più grave. Le squadre comunali, da giorni, sono comunque al lavoro ma è probabile che da questa mattina, dopo il tanto atteso incontro, le operazioni di disinfestazione possano subire un’accelerazione (stedibi, cronache di napoli, 9 luglio 2012).
Qualcuno si è accorto, però, che il genitore da qualche tempo ha compiuto gli anni, ma non riconosce a quest’ultimo la maturità per essere un buon educatore. Sindrome della giovinezza.
Nonostante i quarantacinque anni suonati, Luigi De Magistris resta un fanciullone. Adesso, vuole fare la rivoluzione. Lo ha confidato su Twitter dove passa le giornate a parlare di sé. «È ora – ha scritto – di scassare l’ordine costiuito neoliberista e realizzare una società fondata sulla giustizia. W la rivoluzione». Fosse uscito dalla penna di un normale quarantenne, tipo Alfano, Bersani, ecc. sarebbe nato un patatrac. [...] Nonostante in un anno non abbia cavato un ragno dal buco e Napoli sia sempre più vicina all’ora X dopo di che non ci sarà più niente da fare, Giggino punta a un ruolo nazionale. (giancarlo perna, il giornale di napoli, 9 luglio 2012).
Speriamo che cresca sano e vigoroso, in fondo a un anno di vita è finito da poco lo svezzamento e dovrebbe cominciare a stare saldo sulle gambe.
a cura di arsenio lupino


