I dati ormai li conosciamo. La disoccupazione giovanile in Italia ha assunto le proporzioni di un male endemico. Gli stipendi sono bassi, anzi bassissimi. Le prospettive azzerate. Ci ha provato questo governo con l’introduzione, nel decreto “Cresci Italia”, della norma che permette a un soggetto fisico di età inferiore ai 35 anni, di aprire una Srl con solo un euro di capitale. Ovviamente si tratta di una misura creata per ridurre la burocrazia, mentre i finanziamenti vanno faticosamente cercati, e per rilanciare la voglia di “startup”.
La startup è un’impresa allo stato embrionale, quasi un’idea di impresa, e di solito nasce dal progetto di qualche bella testa, meglio ancora se giovane, e si sviluppa grazie a finanziamenti e visibilità che acquisisce in vari “contest” organizzati da enti istituzionali, ma anche da altre società già affermate alla famelica ricerca di idee dove investire per diversificare il proprio business. Un’impresa fai da te, insomma, dove diventare responsabili del proprio lavoro, una soluzione, in tempi di crisi, alla mancanza di occupazione. All’estero le startup, soprattutto negli Usa, sono una realtà da tempo, basti solo pensare alle migliaia di aziende, sopratutto nel campo dell’elettronica e del software, che vengono lanciate ogni anno. In Italia qualcosa si sta muovendo, nascono iniziative interessanti come il Wind Business Factor, una sorta di “campionato” delle startup. Ci si può iscrivere fino alla fine di giugno, poi cominceranno le selezioni per decidere quali “idee d’impresa” avranno la possibilità di partecipare agli incontri con i finanziatori, i cosiddetti “business angel”, e usufruiranno dell’assistenza della Wind. Se siete interessati vi basta cliccare qui.
Ancora vanno segnalati i progetti denominati “Fablab”, che si propongono di “spingere” i progetti legati alle startup sopratutto nel campo dell’innovazione tecnologica. Hanno aperto a Torino una sede che si sta sviluppando e ampliando in diverse direzioni. In particolare il Fablab torinese ha già prodotto le Officine Arduino, una startup, che per inciso è alla ricerca di personale, dedicata allo sviluppo di open hardware (Arduino è una scheda elettronica open source autoprodotta) e di progetti legati al mondo dell’elettronica.
Resta innegabile la difficoltà a farsi finanziare questi progetti, sopratutto in un paese come il nostro dove i rubinetti del credito sono stati chiusi quasi completamente dalle banche Italiane, nonostante i copiosi finanziamenti ottenuti dalla Bce, e le istituzioni nazionali e locali, tranne che in alcuni lodevoli casi, come per BollentiSpiriti della Regione Puglia, che si occupa di finanziamenti a nuove imprese, rilancio del territorio e sviluppo di una rete di contatti tra chi finanzia e chi è alla ricerca di una “spinta” economica.
Infine, se credete nella vostra idea ma proprio non riuscite a trovare chi ve la finanzi, potete sempre provare con kickstarter (calcio d’inizio). Un sito dove si pubblica il proprio progetto e si chiede agli utenti di microfinanziare l’impresa che si ha in mente. C’è chi chiede cifre molto alte per la realizzazione di un’azienda software per produrre videogiochi, o chi semplicemente ha inventato un tagliacarote e vuole commercializzarlo. Ovviamente chi finanzia ha poi un ritorno economico, se l’idea è vincente, altrimenti sarà stato comunque un interessante tentativo. Insomma il motto di questo post vuole essere: se un lavoro non c’è, createlo! Buona fortuna. (luca de berardinis)
















By Antonio Grillo febbraio 7, 2013 - 4:26 pm
Salve Luca, volevo segnalarti che è in planning il “FabLab Napoli”. Non posso che appoggiare quello che scrivi riguardo le scarse possibilità di finanziamento di progetti come questo. Posso solo dirti che non molleremo l’osso fino a quando anche Napoli avrà il proprio makerspace.
Parlarne e condividere smuove sicuramente le acque. puoi seguire quello che stiamo facendo sui gruppi fb come:
http://fablabnapoli.it
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