Tag: l’altro giorno
L’altro giorno pensavo a quella mia amica. Quella che è brava ma proprio brava. La mia amica è un vero genio. Seria, brillante, organizzata e capace. Una di quelle che non incontri tutti i giorni. Ci conosciamo da tantissimo, e lei ha sempre fatto il meglio. Laureata con lode, brillante libera professionista per qualche anno, quindi assunta da una azienda tra le migliori del mondo nel suo campo in una sede ultraprestigiosa all’estero. Una che ogni volta che ci prova ci riesce. Mi ricordo per esempio [...]
L’altro giorno era un giorno come tutti gli altri. Proprio identico. Sveglia presto, uovo, passeggiatina, due pettegolezzi nello spiazzo con le consimili. Tutto normale, i ritmi di sempre. Il sole che gira lento a garantire la perpetuità del mondo, e noi qui, placide, a ringraziare per quel meraviglioso dono che si chiama vita, soddisfatte per il semplice fare parte di tanta bellezza e armonia. Abbiamo tutto quello che ci serve, viviamo in un’epoca di progresso. Sono finiti i tempi delle fredde notti nella brughiera, assalite [...]
L’altro giorno mi sono svegliato che mi sentivo poco bene. Non lo so che tenevo. Un poco costipato, direi. Qualcosa del genere. Quando le cosce non ti reggono. Mi sono detto: questo è il cuore. O il polmone. Del resto di entrambi nella vita non è che hai avuto mai tanto rispetto. E questo è il giorno. Quel giorno. Il giorno in cui paghi il conto. Pay the Lot. L’inglese è una lingua strana. Lot significa “il lotto di merci”. Ma anche “il destino”… Che [...]
L’altro giorno leggevo. Sono un tipo strano, lo so. Faccio cose strane. Leggevo e pensavo. Quasi drogarsi sarebbe lo stesso. Ma facevo anche di più: riflettevo circa lo “spostamento tra oggetto del desiderio e oggetto materiale surrogante lo stesso” . Sulla stoltezza dell’idolatria. Sulla coazione a ripetere che ci addomestica e ci rimbecillisce. Decennio dopo decennio. Sulla quantità di realtà deviate e fittizie con cui ogni mattina cerchiamo di riempire e sanare la piattezza della nostra esistenza. Nel disperato tentativo di colmare lo strappo tra [...]
L’altro giorno sono sceso co’ fratemo. Fratemo ci sta sempre. Lui è con me. Parliamo di un sacco di cose. Lui ne sa. Ha la filosofia e pure la fantasia. Camminare con lui fa bene. Poi ci stanno i colori, il tufo, i muri, le crepe romantiche, e tutto il resto appresso. Andiamo, dove non si sa e manco ce ne fotte. Stiamo dentro ai tranquilli. Insomma ce ne andiamo io e fratemo, col ritmo giusto come al solito, passano le facce e sono belle [...]
L’altro giorno passeggiavo baldanzoso. E mi dicevo: tu non sei come tutti quegli altri… tu sei tosto, liscio, rigido. I tuoi spigoli sono belli, smussati ma cattivi. Mantieni la posizione e stai saldo al tuo posto. Che poi sarebbe la stessa cosa ma fa lo stesso. Il mio viaggio insomma procedeva tutto dritto. Mi tenevo stretto alla mia vite e mi avviluppavo bello estroverso… Muscoli forti, testa vuota (è importante, dicono), visione esagonale delle cose (non so cosa voglia dire ma così ho sentito e [...]
L’altro giorno mi chiedevo perché. Perché le percoche? Perché alla fine va sempre a finire nello stesso modo? Perché ricomincia? Perché non si stanca. Perché non si stanca? Perché non ne ha voglia? O perche sennò abbusca? O perché? Per qualche cosa. Però non una cosa che odora di rosa. Una cosa Qualcosa. Qualsiasi cosa non so cosa sia. Però la accetto. L’altra mattina sono sceso, motivato, ho pigliato lo scuter, ho inforcato via Vergini. Poi Foria. Come una miccia. Sentivo lo scoppio del motore [...]
L’altro giorno riflettevo sull’ottimismo e sulle carote. Le buone carote di una volta, e anche quelle di oggi. Le fragranti carotine lesse della mensa delle elementari, quelle per esempio me le ricordo. A volte nella loro rassicurante stagnola, erano una cornice perfetta al verdino dell’uovo sodo stantio, o all’ocra del bastoncino di pesce bollito. Li avvolgevano, facendoli sentire meno soli, e ricordandoti che la vita è fatta anche di cose arancioni. Sin da piccoli incontriamo la carota e ne veniamo conquistati. Poi cresciamo. Ci svegliamo [...]
Andata: tarda mattinata, stazione centrale. Devo andare in un paese dell’agro nocerino sarnese, perché mi tocca lavorare lì per cinque settimane. Il luogo è fuori mano ma non troppo, ha ben tre stazioni e bus di due differenti aziende che lo raggiungono. Così recita il sito del comune. Purtroppo però è tardi, e i treni passano presto, sono fatti per i lavoratori di una volta, quelli che alle otto e trenta timbravano il cartellino. Io vado a lavorare quando mi richiedono, perché sono flessibile. Flettendo [...]
L’altro giorno sono andato a fare un giretto in centro, e ho incontrato Vincenzo, un vecchio amico. Vincenzo (nome inventato) fa l’architetto, ed è uno di quelli bravi. È giovane (ha solo quarant’anni, praticamente un ragazzino) ma è uno di quei pochi che nonostante tutto ce la fanno. È riuscito addirittura ad avere una casa e un figlio, esattamente identico a lui, solo che in miniatura. Sono felice di vederlo e prendiamo un caffè insieme mentre il suo clone miniaturizzato trotterella nel deserto della nuovissima zona a [...]


