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parola della settimana
28 Settembre 2025

La parola della settimana. Cardinale

Riccardo Rosa
(claudia cardinale in una foto del 1963)

Quando ride, i suoi occhi diventano due fessure nere, scintillanti con qualche cosa di monellesco, di scatenato, di intenso, di meridionale. (alberto moravia descrive claudia cardinale)

È morta martedì, a ottantasette anni una straordinaria interprete e senza ombra di dubbio la più bella attrice della storia del cinema italiano. Della carriera di Claudia Cardinale si sa tutto, dei Nastri d’argento e dell’Orso d’oro alla carriera, delle infatuazioni artistiche e maschili di Fellini e Mastroianni, De Sica e Leone, così come del suo impegno femminista e a fianco dei bambini e dei malati di Hiv. Meno nota, almeno ai non cinefili, la sua storia personale.

Cardinale era nata nel 1938 a La Goletta, protettorato francese in Tunisia, dove i suoi nonni (palermitani e trapanesi) erano scappati dalla Sicilia allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Fino ai sedici anni non ha parlato una parola d’italiano, dal momento che in famiglia si parlava solo in siciliano e infatti la sua prima apparizione fu in un cortometraggio franco-tunisino del ’56, che raccontava come le donne tunisine, negli anni della conquista dell’indipendenza, si erano unite e avevano raccolto i propri pochi gioielli per venderli e permettere ai mariti pescatori di acquistare piccole barche, dal momento che i grandi imprenditori francesi con i loro pescherecci se l’erano squagliata.

Vabè se proprio te lo devo dire:
fisicamente non sei fatta male.
Ma non esageriamo, non sei la Cardinale!
E non sopporto che lo fai notare
con quel tuo modo, ti prego, di camminare!
(vasco rossi,
 vabè se proprio te lo devo dire)

Dopo quell’esperienza la giovanissima Claudia (anzi Claude, il suo nome all’anagrafe) si trasferì in Italia, ma ritornò in Tunisia poco dopo, avendo scoperto di essere rimasta incinta in seguito a una violenza sessuale subita. Decise di tenere con sé suo figlio e di non rivelare mai il nome dello stupratore. Partì per l’Inghilterra con l’aiuto del produttore Franco Cristaldi (con il quale avrà poi una relazione, logorata alla lunga dal fatto che lui fosse sposato e che il divorzio fosse ancora illegale) e nascose a tutti, tranne che ai suoi genitori, la gravidanza.

Tenne celato il segreto per sette anni, anni in cui il figlio fu cresciuto in famiglia “come un fratello minore”, fino a quando raccontò tutto in una intervista a Enzo Biagi, pubblicata poi su Oggi e su L’Europeo.

https://napolimonitor.it/wp-content/uploads/2025/09/cardi-1.mp4

(credits in nota 1)

Si fanno sempre più insistenti i rumors sulla possibile cessione del Milan dal magnate Gerry Cardinale alla famiglia Steinbrenner, proprietaria della squadra di baseball dei New York Yankees, società con un patrimonio di circa sette miliardi di dollari.

Anche Gerry, come Claudia, ha origini italiane da parte di nonni (napoletane il padre e abruzzesi la madre, imparentata pare con D’Annunzio), ma non si trovano molte notizie su come la sua famiglia si sia fatta strada negli Stati Uniti. Lui ha studiato ad Harvard e poi ad Oxford, ha lavorato a Goldman Sachs e poi ne è diventato partner. Ha creato un fondo di investimenti e attraverso quest’ultimo ha acquistato quote di varie compagini sportive, tra cui il Liverpool e gli stessi Yankees.

Nella sua gestione certo non memorabile (finora: i miei amici milanisti di fantacalcio sono sicuri che con Allegri in panchina e il Bebote in avanti i rossoneri possano puntare al Triplete), Cardinale ha costituito un fronte con il presidente dell’Inter Marotta, per scardinare gli ostacoli che gli impediscono una mega-speculazione sul fronte stadio. Mentre scrivo mi è tornato in mente che qualche settimana fa, dopo una pessima partita dei nerazzurri, Marotta si fiondò davanti alle telecamere, prese di forza i microfoni della Rai («C’è il presidente che vuole fare un annuncio su un argomento molto serio») e avviò un patetico comizio su come lo Stato sia freno allo sviluppo dell’economia e su come gli imprenditori stranieri si rifiutino di investire nel nostro paese per colpa delle tasse e della burocrazia.

A seguire potete trovare due articoli pubblicati su Monitor che spiegano come stanno veramente le cose:

Le mani sulla città. Il quartiere San Siro e il modello Milano (giugno 2021)

Milano, grande capitale e privato sociale all’attacco di San Siro (settembre 2022)

…e l’estratto di un testo più recente pubblicato dal Comitato Salviamo San Siro, come chiamata a una manifestazione svoltasi questa mattina al Parco dei Capitani:

La delibera per la vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti è approdata ieri a Palazzo Marino, ma il voto è stato rinviato a lunedì 29 settembre. Non un rinvio qualsiasi: in quella data il consiglio si riunirà in seconda convocazione, e basteranno appena quindici consiglieri per rendere valida la seduta e approvare il provvedimento. Un escamotage voluto dal sindaco Beppe Sala per far passare, a tutti i costi, l’operazione più contestata degli ultimi anni: la svendita di San Siro ai fondi legati a Inter e Milan. […]

La tensione a Palazzo Marino è stata altissima. La vice sindaca Scavuzzo è stata fischiata dopo la presentazione della delibera. Le opposizioni hanno denunciato irregolarità nelle procedure: la delibera è stata considerata “licenziata” dalle commissioni anche se non tutte avevano terminato l’esame […]. Era stata anche tentata una sospensiva, respinta dalla maggioranza, che avrebbe permesso di studiare meglio il testo ed evitare l’abbassamento del numero legale.

La vera posta in gioco è la speculazione edilizia. Al di là della retorica sul nuovo stadio, la realtà è chiara: i fondi interessati non mirano alla riqualificazione dell’impianto, bensì alla sua demolizione per liberare un’area enorme da trasformare in una colossale operazione immobiliare. Un’operazione che rischia di cancellare non solo un simbolo della città, ma di consegnare ai privati un pezzo di patrimonio collettivo, spalancando la strada a una speculazione edilizia senza precedenti. (comitato salviamo san siro, 26 settembre 2025)

Claudio è mezzo fascio e tifa la Lazio,
fa feste da paura nella casa a Capalbio.
Flaminia fa la squillo a Collina Fleming
l’hanno vista col maestro di tennis.
Giulio si atteggia come un criminale
ma c’ha lo zio che fa il cardinale.
Vittoria invece studia alla LUISS
e spaccia coca nei momenti bui.
(il pagante ft. carl brave, la grande bellezza)

a cura di riccardo rosa

__________________________

¹ Claudia Cardinale in: Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata, di Luigi Zampa Tarantino (1971)

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