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parola della settimana
18 Maggio 2025

La parola della settimana. Ricorsi

Riccardo Rosa
(disegno di ottoeffe)

Un cittadino bolognese si è visto annullare la scorsa settimana migliaia di euro di multe relative a infrazioni del codice della strada, sfruttando il sistema del silenzio-assenso. L’uomo aveva presentato un ricorso al prefetto per ognuna delle multe ricevute e, non essendogli stata recapitata l’istanza di rigetto, aveva presentato domanda di annullamento in autotutela. Il Comune aveva comunque proceduto a emettere cartelle di pagamento contro di lui, ma alla fine a spuntarla è stato il multato, grazie all’intervento del giudice di pace. Perplessità dal comando locale della polizia municipale.

(credits in nota1)

Dopo decenni di corteggiamento, e dopo momenti tristemente memorabili – la sindaca Iervolino che attende i risultati sull’assegnazione della sede in mezzo ad assessori e giornalisti, stringendo un corniciello rosso fuoco – finalmente Napoli riesce a ottenere il ruolo di città ospitante della Coppa America di vela. Esultano i giornali, che tornano a parlare di Bagnoli annunciando la realizzazione di piattaforme a mare e della costruzione di un villaggio organizzativo sulla colmata (l’abbiamo già sentita); colmata che, come ampiamente prevedibile e previsto, una volta blindata dall’accoppiata Manfredi-Meloni, si prepara a diventare uno spazio privatizzato per grandi eventi e sottratto, come da settant’anni a questa parte, ai cittadini.

«Bagnoli è stato un elemento essenziale per convincere gli organizzatori – ha detto il ministro dello sport Andrea Abodi – e l’America’s Cup sarà un elemento di accelerazione per un processo che è andato avanti troppo lentamente sottraendo all’Italia un’area che può essere produttiva e che sarà la vera eredità di questa sfida».

Ora con tal Ricorso di Cose Umane Civili, che particolarmente in questo libro si è ragionato, si rifletta su i confronti, che per tutta quest’opera in un gran numero di materie si sono fatti, circa i tempi primi e gli ultimi delle Nazioni antiche e moderne: e si avrà tutta spiegata la Storia, non già particolare […]; ma dall’identità in sostanza d’intendere, e diversità de’ modi lor di spiegarsi, si avrà la Storia Ideale delle Leggi eterne, sopra le quali corron’i fatti di tutte le Nazioni, ne’ loro sorgimenti, progressi, stati, decadenze, e fini, se ben fusse, lo che è certamente falso, che dall’Eternità di tempo in tempo nascessero Mondi Infiniti. (giambattista vico, la scienza nuova)

Nelle estati del 2012 e del 2013, con il collettivo Ba.Fu.Ca. (Bagnoli-Fuorigrotta-Cavalleggeri) e con altre realtà di movimento, mettemmo in piedi, per fare il verso alla ricorrente farsesca candidatura napoletana alla competizione velistica (all’epoca Luis Vitton Cup), una regata autorganizzata. La chiamammo Giggin Vuitton Cup, una coppa finalmente dedicata a un povero Cristo di Bagnoli, senza casa né lavoro, che si arrangiava vendendo prodotti taroccati.

A proposito tengo ‘nu frat’
che da quindici anni sta disoccupato.
Che s’ha fatto cinquanta concorsi,
novanta domande e duecento ricorsi.
Voi che date conforto e lavoro,
eminenza, vi bacio e v’imploro:
chillo dorme cu’ mamma e cu’ me,
che crema d’Arabia ch’è chistu cafè!
(fabrizio de andrè, don rafè)

La “coppa America dei poveri” portò a Bagnoli centinaia di persone, improvvisati skipper di imbarcazioni incerte e traballanti, canoe sgangherate, zattere mezze marce, bidoni dell’immondizia riciclati che girarono la scogliera antistante il Lido Fortuna provando ad arrivare in testa. Barche affondate, remate in testa, gavettoni: tutto era concesso data l’assenza di regole, lo stesso spirito con cui gli amministratori avevano agito nei vent’anni precedenti (oggi ne sono passati più di trenta e non è cambiato nulla) truccando una finta bonifica, elaborando progetti urbanistici sconclusionati, sognando una speculazione edilizia che è ancora dietro l’angolo.

(foto d’archivio)

Se Bagnoli piange, i bagnolesi non ridono. Sono passati più di due mesi dallo sciame sismico di marzo e dalla più violenta scossa degli ultimi cinquant’anni e le risposte istituzionali sono assolutamente insufficienti su tutti i fronti (i più eclatanti: un decreto governativo che sa di elemosina; il mancato pagamento del sostegno agli affitti; il mancato arrivo dei fondi per la messa in sicurezza degli edifici; la mancata programmazione di una sistemazione in strutture pubbliche e private per gli sfollati, che vengono trattati come pacchi vedendosi prorogato un soggiorno in alberghi dall’altra parte della città ogni dieci giorni).

Lo scorso mercoledì era programmato un incontro tra l’Assemblea popolare e tutti gli assessori competenti, che è saltato senza nessun avviso. Rimandato a venerdì, le risposte sono state a dir poco imbarazzanti. Successivamente, nella stessa giornata, un corteo ha attraversato il quartiere ribadendo l’urgenza di interventi reali e non di rappezzi che sanno di presa in giro.

Di quando in quando abbiamo bisogno di una catastrofe per spezzare l’incessante bombardamento dell’informazione. […] Il flusso è costante, – riprese Alfonse. – Parole, immagini, numeri, fatti, grafici, statistiche, macchioline, onde, particelle, granellini di polvere. Soltanto le catastrofi attirano la nostra attenzione. Le vogliamo, ne abbiamo bisogno, ne siamo dipendenti. Purché capitino da un’altra parte. Ed è qui che entra in ballo la California. Smottamenti, incendi nei boschi, erosione delle coste, terremoti, massacri di massa eccetera. Possiamo metterci lì tranquilli a goderci tutti questi disastri perché nell’intimo sappiamo che la California ha quello che si merita. Sono stati loro a inventare il concetto di stile di vita. Basta questo a condannarli. (alfonse spiega a jack la sua teoria sulle catastrofi in: rumore bianco, di don delillo)

Le impronte digitali e di notte le pattuglie
che inseguono le falene
e le comete come te.
Tra le lettere d’amore scritte a computer
Che poi ci metteremo a tremare come la California, amore,
nelle nostre camere separate

a inchiodare le stelle,
a dichiarare guerre.

(a cura di riccardo rosa)

__________________________

¹ Valerio Mastandrea in: Non pensarci, di Gianni Zanasi e Lucio Pellegrini (2009)

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