MONiTOR
  • Home
  • Ultimi
  • temi
    • ambiente
    • casa
    • detenzioni
    • iniziative
    • lavoro
    • migrazioni
    • notizie
    • sanità
    • scuola
    • spazi pubblici
    • storie
    • turismo
  • Città
    • bologna
    • milano
    • napoli
    • roma
    • torino
    • altre città
  • linee
  • culture
    • arti
    • cinema
    • fotografia
    • libri
    • musica
    • teatro
  • Foto
    • fotogallerie
    • fotoreportage
  • storie disegnate
  • Autori
  • edizioni
  • Lo stato delle città
Foto
14 Luglio 2025

La presa della battigia a Napoli. Un corteo per riconquistare il litorale ovest

Rosa Battaglia, Gaia Del Piano

Fotogalleria di Gaia Del Piano

Circa cinquecento persone hanno sfilato ieri a Bagnoli in occasione della “Presa della battigia”, la manifestazione convocata ogni anno dai comitati per il mare libero per rivendicare l’accesso alle spiagge per tutti, e per denunciare la selvaggia privatizzazione di beni pubblici e collettivi come la spiaggia e il mare.

La manifestazione si è svolta lungo la costa ovest di Napoli, con un corteo che ha percorso i quasi due chilometri che separano piazza a mare dalla spiaggia di Coroglio, mentre attivisti e abitanti del quartiere intervenivano al megafono, distribuivano materiale, appendevano giganti striscioni colorati.

Diverse le tappe della pacifica invasione. Prima il Lido Fortuna, concessionario molto frequentato dai bagnolesi, ma che da qualche anno cerca con sempre maggior determinazione di impedire l’attraversamento della spiaggia a chi non vuole affittare un ombrellone o un lettino per recarsi in autonomia sulla parte di spiaggia libera. Poi il Lido comunale, una distesa di sabbia ed erba che il comune di Napoli ha dotato di ombrelloni e passerelle “per l’elioterapia”, perché da trent’anni non è capace di bonificare il mare, che rimane interdetto alla balneazione. Ancora, l’Arenile, altro stabilimento che da trent’anni affaccia su un mare interdetto, che impedisce il libero accesso verso il mare e che si trasforma al tramonto in una discoteca sulla spiaggia, facendo profitti da capogiro. Infine l’ex circolo operaio Ilva, oggi totalmente privatizzato, in quota politica al Partito democratico, e che nulla ha più a che vedere con il tessuto sociale del territorio, tanto è vero che è recintato da cancelli, sbarre automatiche e barriere di vario genere.

Ogni volta che si trovavano davanti questi ostacoli illegittimi, che gli impedivano di avvicinarsi al mare, i manifestanti li hanno aggirati, scavalcati o abbattuti, come quando nei pressi del Pontile nord hanno invaso la colmata a mare, che grazie alla firma di un accordo tra il sindaco-commissario Manfredi e la premier Meloni verrà lasciata lì dov’è, impedendo il ripristino della linea di costa antecedente all’industrializzazione. Il corteo ha attraversato interamente la colmata, che una volta “sigillata” sarà utilizzata per grandi eventi e altre iniziative private, a cominciare dalla Coppa America, competizione contestata dai manifestanti, anche perché grimaldello per cambiare i piani urbanistici esistenti e persino il piano di bonifica e rigenerazione urbana in attuazione. Proprio in opposizione alla nuova speculazione in atto, all’estromissione degli abitanti dalle scelte che riguardano il territorio – nonché dalla sua stessa fruizione – e facendo il verso alla più nota Luna Rossa, i manifestanti hanno varato e messo in mare un’imbarcazione dal simbolico nome “Zona Rossa”. (rosa battaglia)

Share on Facebook Share on Twitter Share on Google+
Previous Article La parola della settimana. Ricordo
Next Article Mario Paciolla, il tribunale archivia il caso ma la famiglia continua a lottare

Related Posts

  • Napoli, ventimila in piazza contro il genocidio sionista

  • Coppa America a Bagnoli, un grimaldello per la speculazione

  • Spagna, i movimenti per la casa in piazza e l’intervento del governo sugli affitti brevi

  • Chi toglie casa toglie vita. Mille persone in piazza a Napoli per il diritto all’abitare

Appuntamenti

  • 12 Dicembre 2025 / h18:00, – La logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti / Biblioteca Ramondino-Neiwiller, Napoli

Edizioni MONiTOR

Napoli Est

Lo stato delle città, n°14

Le case dei sogni

Un compagno

Lo stato delle città, n°13

Lo stato delle città, n°12

Lo stato delle città, n°11

Lo stato delle città, n°10

Lievito

La memoria bucata

Lo stato delle città, n°9

Confini

Le guarattelle

Lo stato delle città, n°8

Le fragili alleanze

Lo stato delle città, n°7

La settimana santa

L’estate è finita

La Venere degli stracci

Lo stato delle città, n°6

Baby Gang

Lo stato delle città, n°5

Lo stato delle città, n°4

Solidi

Detti

Lo stato delle città, n°3

Lo stato delle città, n°2

Risalendo la china

Quartieri Spagnoli

L’infelicità italiana

Lo stato delle città, n°1

Lo stato delle città, n°0

Heroes

Lo sparo nella notte

Qualcosa che bruci. Oroscopo di Foucault

Il cielo in una stanza

Lo sparo nella notte

La città orizzontale

Grigio

Primavera breve

Fino all’urdemo suspiro

Vai mo

Palude

iL SINDAKO

Lo stato della città

Il fuoco a mare

La sfida

Odissee

SUPPORTA NAPOLIMONiTOR

AUDIODOC, PODCAST, VIDEO

GALLERIE E REPORTAGE

Storie Disegnate

Lo stato delle città / LA RIVISTA

Newsletter

Loading

Chi siamo

Napoli Monitor è stato un mensile cartaceo, in edicola dal 2006 al 2014.
A partire dal 2010 è un sito di informazione e approfondimento.
Dal 2015 pubblica anche libri e dal marzo 2018 la rivista “Lo stato delle città”.

contatti

La redazione di Napoli Monitor si trova in via Broggia, 11; 80135 – Napoli – info: [email protected]

MONiTOR

© Copyright 2015 - 2023. Proudly supported by dopolavoro and Shift-Left