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migrazioni
30 Giugno 2024

Latina, due manifestazioni per Satnam Singh

Valentina Mattei
(foto di claudio casaletti)

Sabato 22 giugno migliaia di uomini e donne della comunità indiana di Latina hanno raggiunto il centro città per esprimere la rabbia per l’omicidio di Satnam Singh – il bracciante sikh amputato da un macchinario agricolo e lasciato morire dal padrone. Molte bici, poche auto e qualche pullman sostano a piazza del Popolo, poi, a pochi passi da lì, una marea rossa. Piazza della Libertà è un ormeggio sicuro dove ancorare bandiere, che non smettono di sventolare a pochi centimetri dai manifestanti, ma ben visibili anche dall’alto della Prefettura. La giornata di sciopero del settore agricolo è indetta dalla Flai-Cgil; i rappresentanti del sindacato, locali e non, prendono la parola a turno sul furgoncino, tra gli applausi e i brevi cori in punjabi.

(foto di claudio casaletti)

La comunità indiana del Punjab, di cui Satnam faceva parte, e che è presente nel Pontino da circa trent’anni, in questa occasione è una minoranza numerica; a manifestare è soprattutto la società civile di Latina, insieme ai sindacati che da decenni denunciano le violenze del settore agricolo e il culto della prepotenza nell’agro pontino. I connazionali di Satnam sono in prima fila, sembrano conoscersi ma parlano poco tra loro; ascoltano i sindacalisti, i rappresentanti delle associazioni, e aspettano senza fretta la traduzione in punjabi di ciascun intervento. Il sindaco di Latina prova a prendere parola, parlando di responsabilità condivisa, ma la folla si rivolta, fischiando il corpo estraneo.

(foto di claudio casaletti)

Martedì 25 giugno, invece, alla manifestazione promossa dalla comunità indiana del Lazio e sostenuta da Uila-Uil e Fai Cisl, con la partecipazione di Usb, gli indiani sono la stragrande maggioranza. Tantissimi pullman sono parcheggiati sulla circonvallazione; il corteo marcia per due chilometri sotto il sole, fino a piazza della Libertà. Il punto di raccolta è lo stesso ma l’atmosfera è meno tesa di tre giorni prima.

(foto di claudio casaletti)

Alle quattro il corteo inizia a  percorrere via dei Romagnoli, sotto gli occhi della fotografia di Satnam, l’unico manifesto della protesta. I rappresentanti delle istituzioni sembrano più legittimati rispetto al sabato precedente; solo dal fondo si alzano insulti e fischi: “Uil e Cisl dalla parte dei padroni”, è il coro dei sindacati di base e degli studenti della rete della sinistra, che hanno scelto di concretizzarsi come una spaccatura in questa manifestazione. I loro slogan chiedono radicalità nelle politiche sull’immigrazione e sui contratti di lavoro, accusando soprattutto il sistema dei controlli, considerati “gravemente insufficienti”. Le due giornate mostrano il confine e gli attriti tra le indignazioni di vari colori. (valentina mattei)

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