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15 Luglio 2025

Mario Paciolla, il tribunale archivia il caso ma la famiglia continua a lottare

Monitor
(foto di archivio famiglia paciolla)

Il 30 giugno scorso il tribunale di Roma ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta per la morte di Mario Paciolla, cooperante italiano dell’Onu trovato morto nel 2020 nella sua casa di San Vicente del Caguan, in Colombia. L’ipotesi del suicidio, sostenuta dalle autorità colombiane, è stata fortemente messa in discussione da diverse inchieste giornalistiche internazionali e dalla caparbietà nel chiedere giustizia dei genitori di Paciolla, supportati da un comitato nato dopo la sua morte. La procura di Roma ha invece ritenuto che non ci fossero elementi per aprire un nuovo procedimento e ha chiesto pertanto l’archiviazione, ora accordata dal tribunale. Al momento della sua morte Paciolla aveva trentatré anni e si trovava in missione in Colombia per conto delle Nazioni Unite, verificando l’applicazione dell’accordo di pace del 2016 tra le Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) e il governo colombiano.

Già una prima volta la procura romana aveva chiesto l’archiviazione del caso, richiesta respinta dal giudice per le indagini preliminari che aveva argomentato la sua decisione con una dettagliata ordinanza di settanta pagine, dalla quale emergevano le incongruenze e le lacune delle indagini: tra le altre, rimangono tuttora irrisolte la questione relativa alla “bonifica” fatta nell’appartamento in cui abitava Paciolla, nel quale non è stata rintracciata alcuna impronta digitale, e il ruolo rivestito nella vicenda da Christian Thompson, responsabile della sicurezza per la missione a cui partecipava il cooperante italiano, l’uomo che è arrivato prima di tutti sul luogo del delitto e che ha gestito le operazioni (qualche mese dopo la morte di Paciolla, Thompson è stato promosso a capo nazionale del Centro operazioni di sicurezza Onu a Bogotà).

Oggi, 15 luglio, a cinque anni dalla morte di Paciolla, i familiari e il comitato hanno organizzato una serie di iniziative a Napoli per denunciare l’infondatezza di questa decisione e chiedere giustizia per quello che, a ragion veduta, ritengono essere un omicidio. Un corteo attraverserà il centro a partire dalle 18:00, da piazza Municipio fino a piazza Dante; dopo, al parco Ventaglieri, verrà proiettata una video inchiesta sul caso realizzata dal quotidiano online Fanpage; infine, interventi al microfono di solidali, artisti e musicisti a supporto del comitato. (redazione)

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