1 Ottobre 2025

Dopo aver analizzato i processi di foodification e la rigenerazione urbana nella trasformazione della città, per il ciclo di incontri tematici “Le mani su Bologna”, a cura di Pratello R'Esiste e Circolo Granma, passiamo a osservare il terzo settore e le fondazioni e la relativa spinta verso la privatizzazione dei servizi pubblici. Metteremo come al solito a confronto diverse esperienze e questa volta lo faremo con Luca Rossomando, autore de L’impresa del bene. Terzo settore e turismo a Napoli (Carocci, 2025) nonché coordinatore della redazione di Napoli Monitor, ed Enrico Tabellini dei Cobas di Bologna, accompagnati e moderati da Alessandro Canella e Salvatore Papa.
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Organizzazioni di volontariato, cooperative, associazioni, imprese sociali e fondazioni: dagli anni Novanta il numero gli enti del terzo settore ha continuato a crescere senza fermarsi e con esso il personale assunto. Davanti alle politiche di contenimento della spesa pubblica, questi enti hanno finito col ricoprire un ruolo sempre più importante subentrando progressivamente nella gestione dei servizi pubblici. Il modello misto pubblico/privato si è così imposto sulla scena delle città, favorito anche da una narrazione che ha etichettato il pubblico come lento, troppo burocratico e inconcludente e il privato come coraggioso e efficiente. Una forma subdola di privatizzazione “sociale” alla quale si è accompagnata una dismissione sempre più marcata dei servizi e l’erosione degli spazi pubblici. Un ruolo di primo piano in questo contesto l’hanno avuto le fondazioni grazie alla loro capacità di attrarre denaro, stabilire relazioni e stimolare le trasformazioni...