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23 Ottobre 2024

Utopiadi, oltre Milano città olimpica / Milano

Monitor
Utopiadi, oltre Milano città olimpica / Milano

25 Ottobre 2024 – 27 Ottobre 2024

Tra il 25 e il 27 ottobre si svolgeranno a Milano le Utopiadi, tre giorni di iniziative, incontri e mobilitazione oltre le macerie di Milano città olimpica.

Milano è la metropoli olimpica e del “capitalismo inclusivo”: una città in cui si registrano trecento sfratti esecutivi al mese e la povertà ha raggiunto il picco degli ultimi dieci anni. Tra il 2018 e il 2023 almeno quattrocentomila persone hanno lasciato Milano a fronte di cinquecentomila nuovi abitanti a reddito più alto. L'allontanamento non è un fenomeno volontario. A essere espulsi dalla città sono anzitutto lavoratori dei cantieri edili e della logistica, precari e migranti, lavoratrici della cura, della ristorazione e dei servizi di base; ma anche educatori, quanti lavorano nella sanità e nel trasporto locale: abitanti impiegati in settori che oggi offrono contratti a termine e sui cui il ricambio di manodopera è periodico. Studenti locali e fuori sede, deprivati di fatto del diritto allo studio per motivi di censo, a cui è negato un posto letto negli studentati privatizzati, nonostante sostengano con la propria manovalanza l’economia stagionale degli eventi e delle week milanesi.

Milano, la città della crisi abitativa e del consumo di suolo senza freni, dove il sindaco Sala e l’assessore alla Casa Bardelli promettono ai padroni del mattone un “piano casa” da diecimila nuovi appartamenti a canone calmierato, nonostante nei soli confini comunali ci sia un numero equivalente di case popolari (ALER e MM) vuote e abbandonate.

Milano, la città delle Olimpiadi invernali che lancia con Cortina e la Val di Fiemme il reclutamento di diciottomila volontari in favore di un grande evento privato, per svolgere gratuitamente lavori che andrebbero retruibiti.

Capitale dei Giochi Olimpici che, dietro la propaganda dell’iniziativa sportiva di massa, smantella quotidianamente l’accesso allo sport di base: registriamo le più alte tariffe d’accesso agli impianti in Europa a fronte del reddito medio; un modello di gestione della crisi sportiva che passa attraverso chiusura, privatizzazione e “riqualificazione” in strutture di lusso – come è il caso della piscina Scarioni, del Lido di Lotto, delle ex- Scuderie De Montel. Tutti progetti che prevedono la moltiplicazione di parcheggi, in palese contaddizione con il Piano Area Clima del Comune e della retorica della mobilità dolce.

In questi Giochi vince solo il business di pochi: un grande evento insostenibile e indesiderabile dalla metropoli alle valli alpine, sfregiate e devastate da impianti, opere, infrastrutture. Rispondiamo con la pratica sportiva più autentica e popolare, quella autogestita e dal basso, riprendendoci la città a cominciare dagli spazi abbandonati. A chi ci vorrebbe entusiasti o impauriti da decreti repressivi sgomberi o semplicemente dall’enormità della sfida, risponderemo con una mobilitazione nelle strade per rivendicare le responsabilità della crisi climatica, il diritto all’abitare e allo sport. Perché se “non torneranno i larici”, noi siamo ancora qui e non ce ne andremo.

Il programma delle Utopiadi si può visualizzare cliccando qui. 

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