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rewind roma
5 Maggio 2026

Rewind Roma, aprile 2026 # Pace tra gli oppressi, guerra all’oppressore

Stefano Portelli
(disegno di peppe cerillo)

Il primo aprile, e non è uno scherzo, alla Camera vengono sanzionati i parlamentari che protestano contro il progetto di legge sulla “remigrazione”, cioè l’espulsione forzata dei migranti. Il 3 ci sono tre morti in strada e il 4 altri due, uno dei quali sedicenne. Una ragazza di 15 anni di Maddaloni (Caserta) muore a Ostia per uno shock anafilattico durante una trasferta di basket. Il 6 aprile, Pasquetta, centomila persone si riversano sul litorale, altre centinaia di migliaia nei parchi di tutta Roma. Nel pomeriggio scoppia una protesta nel carcere di Rebibbia. L’11 aprile c’è un’assemblea pubblica a Bastogi per il diritto di restare nel quartiere, e a Ostiense la seconda conferenza urbanistica organizzata dal Comitato Ex Mercati Generali. Il 12 il TAR accoglie il ricorso di un gruppo di cittadini di via Tripoli contro un parcheggio.

Lunedì 13 inizia il taglio del sottobosco a Pietralata per preparare gli scavi per lo stadio. Il 15 si presentano a Roma sia Zelenski che Reza Pahlavi, figlio dello Shah di Persia. Il primo chiede ancora armi contro la Russia, il secondo dichiara che i bombardamenti israeliani e statunitensi sono stati accolti con piacere dal popolo iraniano. Il Comitato Ex Mercati in conferenza stampa alla Città dell’Altra Economia annuncia di aver diffidato il Comune di Roma dalla realizzazione del progetto speculativo del fondo immobiliare statunitense Hines. Il 16 a San Lorenzo apre un nuovo progetto imprenditoriale nell’ex Cinema Palazzo, sgomberato nel 2020. Si annuncia anche il primo progetto “build-to-rent” di Roma: un fondo compra case e le mette in affitto, sancendo la centralità dell’affitto come nuovo campo di speculazione. Il 17 corteo interno al liceo Righi  contro la repressione del dirigente verso studenti e docenti: uno studente ha avuto 8 giorni di sospensione dopo aver contraddetto la vicepreside sull’annullamento di un’assemblea d’istituto. Il sindaco Gualtieri partecipa alla “Global Progressive Mobilization” di Barcellona, insieme a Lula e Sánchez, forse per riferire sui progressi nella svendita di Roma al turismo e al grande capitale. Una studentessa di 23 anni muore cadendo dalla tromba delle scale del suo palazzo nel quartiere Trieste: forse un suicidio legato alla mancata laurea. Il 18 passeggiata a Pietralata contro la speculazione e contro l’abbattimento degli alberi per il progetto dello stadio. Nel pomeriggio durante un corteo contro il 41bis a San Lorenzo il capo della Digos viene ferito in testa da una bottigliata. La polizia si ritira.

Il 20 i portavoce della comunità ebraica affermano che non celebrerà la Liberazione in Piazza dei Partigiani come ogni anno, perché il 25 aprile è sabato (ovviamente non è la prima volta che la ricorrenza cade di sabato). Il 21, Natale di Roma, la Questura sgombera le famiglie di via del Macao (Castro Pretorio), che abitavano lì da quattordici anni: l’immobile è di LazioDisco, e diventerà l’ennesimo studentato a gestione privata o semiprivata. Il 22 un generale della Guardia di Finanza esprime apprezzamento per il Forte Prenestino occupato, come “esempio mirabile di spontaneismo”. Subito un consigliere di Fratelli d’Italia insorge scandalizzato: il giorno dopo i vertici della Guardia di Finanzaripetono la litania di rito sull’illegalità, ribadendo al militare la sua esclusione implicita dal diritto alla libertà d’espressione. Al Pigneto finisce l’abbattimento del Cinema Impero. Il 23 il ministro Valditara visita l’istituto tecnico Galilei e viene contestato da studenti e studentesse per la riforma degli istituti tecnici. Il 24 aprile c’è un grande concerto antifascista alla Città dell’Altra Economia; e il 25 l’intera città è in festa per celebrare l’antifascismo e il ripudio alla guerra e al genocidio. Piazzale dei Partigiani sin dalla mattina si riempie di manifestanti con bandiere rosse, bandiere italiane partigiane, e bandiere della palestina, finalmente senza lo spettro della Brigata Ebraica e l’apologia di genocidio. Un gruppo porta in piazza bandiere ucraine cercando di provocare, come avveniva intanto a Milano con le bandiere USA e israeliane: viene cacciato dalla piazza. A Centocelle si inaugura un monumento autocostruito alle vittime del genocidio in Palestina; decine di migliaia di persone sfilano fino al Quarticciolo. Il corteo da Piramide finisce a Parco Schuster, dove il sindaco Gualtieri viene contestato dal Comitato Ex Mercati Generali. Il servizio d’ordine prova a strappare lo striscione agli abitanti. Fuori dal parco un uomo con la mimetica in motorino si avvicina a due militanti dell’Anpi ultrasessantenni, e gli spara addosso con una pistola ad aria compressa.

Il 26 la Questura annuncia che la frase “Pace agli oppressi guerra all’oppressor” scritta sul muro vicino al Parco degli Acquedotti è “chiaramente inneggiante a un clima di odio“, nonostante sia tratta da uno dei canti anarchici più conosciuti d’Italia, cantato addirittura da Gaber e Jannacci su RaiUno nel 1964. Erano altri tempi, ma le parole sono sempre quelle, e le leggi anche. Il 28 all’alba una maxi operazione di polizia sgombera il centro sociale Laurentino 38, attivo da tre decenni, e anche venti famiglie del sesto ponte delle case popolari. Le case vengono distrutte, tra le proteste di chi abita nel quartiere. L’Ater, l’ente regionale che dovrebbe gestire le case popolari, continua a trattarle come se fossero proprietà private su cui fare profitti: le chiude, le svende, le manda in rovina, e perseguita chi le rende disponibili per i loro veri proprietari – cioè il popolo. Il 29 si rivela il nome dell’attentatore del 25 aprile: si chiama Eithan Bondi e si dichiara membro della Brigata Ebraica. La Brigata coraggiosamente prende subito le distanze: non solo dice che non lo conoscono, ma anche che non hanno membri a Roma. Eppure ricordiamo bene gli striscioni “Brigata Ebraica” a Piramide due anni fa, e gli energumeni che urlavano «ti devono stuprare» alle manifestanti per la Palestina. Se erano degli usurpatori, è curioso che la “vera” Brigata Ebraica non avesse già preso le distanze.

Il 30 arriva la notizia che la nuova Global Sumud Flotilla è stata attaccata dall’esercito israeliano in acque internazionali. Contro questo nuovo atto di pirateria delle forze di occupazioni sioniste, si scende in piazza in tutta Italia: a Roma ci si raduna la mattina davanti al Parlamento, poi nel pomeriggio al Colosseo. (stefano portelli)

Leggi anche i rewind di gennaio, febbraio e marzo 2026, dell’anno santo 2025 (1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12) e dell’anno normale 2024 (1–2–3–4–5–6–7–8–9–10–11–12).

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