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rewind roma
28 Febbraio 2025

Rewind Roma, febbraio 2025 # Artisti alla Porta Santa, migranti in galera, polizia nelle borgate

Stefano Portelli
(disegno di peppe cerillo)

Arriva a Roma dalla Francia Mariama Sylla, sorella di Ousmane Sylla, ventiduenne “morto d’accoglienza” nel Cpr di Ponte Galeria, esattamente un anno fa: domenica 2, partecipa alla protesta davanti al Cpr. Alcuni detenuti salgono sui tetti, rischiando di passare dal Cpr al carcere per aver espresso solidarietà alla famiglia in lutto. La sera un sedicenne viene accoltellato a Trastevere da due rapinatori e perde la milza. Il 3 Repubblica dichiara che il numero di richieste per la casa popolare in un anno è cresciuto del venticinque per cento, da sedicimila a ventimila persone, la maggior parte delle quali donne, il sessanta per cento di origine straniera. Lo stesso giorno un uomo romeno senza casa viene trovato morto in un parco di Tor Tre Teste, forse per un infarto; la sera, un altro uomo muore investito da un’auto sulla Palmiro Togliatti. Appaiono scritte contro Musk e Trump su alcune Tesla intorno a Garbatella.

Il 4 è l’anniversario della morte di Ousmane Sylla: con una conferenza stampa e una nuova visita al Cpr di Ponte Galeria insieme ad alcuni parlamentari, sua sorella Mariama e gli altri attivisti chiedono giustizia per lui e per tutte le persone rinchiuse. Il 5 a Tor Tre Teste un uomo viene ferito alla gamba in una sparatoria tra auto, e il 6, in una villa sulla Cassia, una guardia giurata spara a un rapinatore, che morirà il giorno dopo all’ospedale San Filippo Neri. Il 7 il Tar annulla i fogli di via a due dei ragazzi fermati per la manifestazione del 5 ottobre per la Palestina; intanto, il sindaco partecipa a un incontro a Torbellamonaca sul Giubileo e le periferie, insieme al “prete antimafia” don Coluccia, noto perché porta gli sgomberi nei quartieri. Presidio di protesta fuori dal teatro dove si tiene l’incontro.

L’8 e il 9 si tiene il “Giubileo delle forze armate”: militari, carabinieri e poliziotti sono invitati ad attraversare la Porta Santa, forse per purgarsi di qualche peccato. Il 12 arriva il via libera dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti per un’altra tratta della Metro C: quattro miliardi di euro per collegare i quartieri bene tra la Farnesina e piazzale Clodio. Il pomeriggio c’è un presidio di solidarietà agli attivisti egiziani Alaa Abdel Fattah e Laila Souleif, perseguitati dal regime di al-Sisi. Il 13 all’alba una ragazza di ventiquattro anni viene trovata morta per overdose in casa, nel quartiere residenziale della Giustiniana, lungo la via Cassia; intanto sulla tangenziale, all’altezza della Nomentana, si ribalta un’Audi, uccidendo una ragazza della stessa età, “pr” di una discoteca di Ponte Milvio. Sabato 15 inizia il “Giubileo degli artisti”: il Papa nel discorso di apertura chiede più “intellettuali coraggiosi”, in un paese che censura o licenzia gli insegnanti sulla base delle loro idee. Nel pomeriggio manifestazione per il Kurdistan nel ventiseiesimo anniversario della cattura di Ocalan. Domenica ecologica il 16 col blocco del traffico; a inquinare comunque l’aria ci pensa il “treno del ricordo”, che arriva a Roma Ostiense a commemorare le vittime delle Foibe, con il consueto portato di anticomunismo e falsificazioni storiche.

Il 17 il Tar blocca l’esproprio di un autodemolitore in via degli Aromi, necessario per costruire il nuovo stadio privato di Pietralata: l’uomo ha tutti i permessi in regola, quindi non si può mandare via. Il sindaco cerca di tranquillizzare l’imprenditore statunitense, dicendo che comunque riusciranno a cacciarlo perché si trova su terreni pubblici. Il 18 un ladro a Centocelle accoltella un poliziotto alla spalla durante un inseguimento. Voce non confermata: il direttore del Cpr di Ponte Galeria avrebbe dato le dimissioni, apparentemente per gli effetti della visita di Mariama Sylla.

Il 19 a palazzo Madama il Senato vota contro la mozione sul riconoscimento dello Stato di Palestina, presentata dal Movimento Cinque Stelle. Il 20 notte davanti al liceo Manara appare uno striscione sionista che accusa il collettivo di aver “reso la scuola Judenfrei”, cioè priva di ebrei. Lo rivendica una tal “Brigata Vitali” che si firma con un teschio e prende il nome da un ex degli Arditi del popolo poi diventato fascista. Il 21 presidio davanti all’ambasciata statunitense, contro la pretesa di Trump di prendersi Gaza e deportare due milioni di persone. Lo stesso giorno viene promulgata la sentenza per i tre giovani migranti rinchiusi nel Cpr che si ribellarono dopo il suicidio di Ousmane Sylla: condannati per “devastazione e lesioni” un marocchino a tre anni, un tunisino e un guineano a quasi cinque anni di carcere. Nel frattempo, il pubblico ministero chiede l’archiviazione per la morte di Ousmane. 

Sabato 22 al Tufello c’è il corteo di commemorazione per Valerio Verbano, militante antifascista di diciannove anni che nel 1980 fu ucciso da tre fascisti che lo aspettavano dentro casa. Il Papa è in pericolo di vita, ricoverato in ospedale. Domenica 23 a Rebibbia muore un ragazzo di trentatré anni scontrandosi in macchina contro un semaforo. Al Laurentino si occupa un campetto abbandonato: attiviste e attivisti dello squat L38 festeggiano l’apertura di questo spazio insieme alle abitanti e ai collettivi No Porto di Fiumicino e Quarticciolo Ribelle. Intanto, ricorre il quindicesimo anniversario delle demolizioni dell’Idroscalo ordinate dal sindaco Gianni Alemanno. Il 24 a Ponte Galeria dopo un furto da Commercity una banda riesce a fuggire bruciando furgoni e cospargendo la strada di chiodi, per impedire l’inseguimento. Prima udienza in tribunale sul referendum contro la zona a traffico limitato, la prossima sarà a ottobre. Il 25 la polizia invade il Quarticciolo con un dispositivo mai visto – duecento agenti, cani, elicotteri e blindati – per cacciare due famiglie dalle case popolari. Gli abitanti scendono in strada a protestare, bloccando la Togliatti. Intanto, alla Romanina ignoti incendiano una frutteria, proprio il giorno dell’apertura. Nel pomeriggio il Movimento per l’abitare incontra il prefetto dopo una manifestazione che finisce a piazza Santi Apostoli. Il 26 una vigilessa salva una ragazza di sedici anni che stava per buttarsi da un ponte vicino alla Pisana. Il 27 a Fiumicino gli scagnozzi della Royal Caribbean iniziano a scaricare blocchi di pietra da due tonnellate sulla spiaggia davanti al Bilancione, per trasformare la zona in un cantiere, impedire l’accesso al collettivo No Porto, e far rientrare il loro porto privato nel decreto Giubileo. Intanto, al liceo Orazio sulla Nomentana appare uno striscione del Blocco Studentesco con un grottesco slogan: “Antifascismo = Mafia”. Nel pomeriggio c’è un presidio di artisti e tecnici dello spettacolo davanti al Teatro Argentina che ospita la compagnia di danza Vertigo, finanziata dallo Stato di Israele. 

Fine mese di morti in strada: il 27 a Rocca Cencia una donna rischia di essere uccisa dal marito con l’auto, si salva per un pelo, ma i giornalisti in qualche modo giustificano: sarebbe stato “accecato dalla gelosia”. Sulla Laurentina una studentessa appena maggiorenne viene uccisa da un settantenne con la Mercedes, e il 28 a Nuovo Salario muore un pedone, investito da una grossa macchina, forse un suv: il guidatore scappa dopo l’omicidio. È l’ottavo pedone ucciso dall’inizio dell’anno, metà dei quali a RomaEst. (stefano portelli)

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