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rewind roma
3 Febbraio 2025

Rewind Roma, gennaio 2025 # Si aprono le porte sante: su grandi opere inutili, fascisti e criminali di guerra

Stefano Portelli
(disegno di peppe cerillo)

Il 2024 finisce con l’arresto dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno per l’inchiesta Mafia Capitale, proprio la notte di San Silvestro: aveva provato a evitare le misure alternative presentando documenti falsi. Così inizia l’anno santo a Roma! Già dalle prime ore del 2025 c’è un’aggressione omofoba a piazza Malatesta: due ragazzi che camminano per mano vengono aggrediti da una ventina di idioti, e pochi giorni dopo il quartiere risponde con un grande presidio solidale e un gruppo che canta slogan sotto il balcone degli aggressori. Nel pomeriggio dell’1 a Ostia, mentre il quartiere festeggia il capodanno, una donna rimasta disoccupata si butta dal quarto piano. Poi di nuovo il 4 una coppia gay viene aggredita e picchiata a Trastevere da dieci persone. Nel pomeriggio c’è un presidio di protesta davanti alla sede dell’Autorità Palestinese per la sua collaborazione con il regime sionista israeliano. Il 5, poco dopo l’apertura dell’ultima porta santa (quella di San Paolo fuori le Mura), all’altezza di Boccea appare uno striscione sulla Tangenziale con due svastiche e la scritta “Laziale ebreo”; la sera sulla Tiburtina un uomo che viveva in strada viene ucciso da un’auto. Prima del 6, quando i pellegrini a San Pietro hanno già superato il mezzo milione, ci sono altri tre morti sulle strade (a Guidonia, Pisana e Torrenova).

Il 7 sulla Tuscolana c’è la parata dei soliti fascisti per Acca Larenzia: sarebbe la tipica nota di colore se non ci fosse anche la festa del Tricolore, un’enorme pubblicità della serie Mussolini sul maxischermo di stazione Termini, e una mostra sul Futurismo al Palazzo delle Esposizioni che glorifica il Fascismo. Intanto, un quartiere di Roma Est – il Quarticciolo – rischia il commissariamento per ordine pubblico con il decreto Caivano, il prefetto annuncia un Daspo urbano in due “zone rosse” intorno alle stazioni Termini e Tuscolana, e la ministra dell’Università accredita come struttura universitaria il Centro Alti Studi per la Difesa su via della Lungara. Il 2025, insomma, is the new 1925: manca solo il discorso di inizio anno del Duce per rivendicare il delitto Matteotti. 

L’8 sulla Salaria un ventenne con un Suv investe e uccide un ragazzo delle Seychelles; poco dopo, durante la notte, c’è un furto epico nella villa della sorella di Gianni Agnelli, a Torrimpietra. All’alba del 9 gennaio, blitz al Laurentino 38: ventuno arresti, presuntamente per spaccio. Nel pomeriggio arriva la sentenza definitiva di assoluzione per Stella, ancora sotto processo per le manifestazioni studentesche per la Palestina l’anno scorso: un presidio di solidarietà sotto il Tribunale la sostiene e festeggia l’assoluzione. Intanto, Meloni incontra Zelensky, che ha dormito in un albergone di lusso vicino a Villa Borghese. Il 10 il Tar accoglie il ricorso degli abitanti contro l’inceneritore di Guidonia, dove si stoccano i rifiuti romani senza autorizzazione ambientale. Due nuovi morti investiti, sulla Salaria e sulla Serenissima. Sabato 11 a San Lorenzo migliaia di persone riempiono il presidio e il corteo di protesta per la morte di Ramy, adolescente ucciso dai carabinieri a Milano per non aver rispettato un posto di blocco; a piazza dei Sanniti, davanti all’ex Cinema Palazzo, il cordone di polizia che difendeva la sede dei carabinieri carica il corteo. Lunedì 13 il cosiddetto “ministero dell’ambiente” approva il porto crocieristico privato della Royal Caribbean a Fiumicino, sostenendo che “non avrà impatto significativo”. Chissà cosa intendono per “impatto”. Nel frattempo un generale dell’esercito israeliano arriva a Roma: l’Italia sarebbe obbligata a emettere un ordine di cattura per complicità in atti genocidari, ma non lo fa. 

Il 14 si chiude il processo per violenze e torture da parte di alcuni operatori sociali ai danni dei pazienti di un centro della Croce Rossa; e il 15 un’altra persona viene uccisa da un’auto su via dei Romagnoli, a Ostia. Nel pomeriggio al cimitero acattolico di Testaccio si celebrano i funerali del giornalista Furio Colombo, morto il giorno prima a novantuno anni. Il 17 a Nuova Ostia viene arrestata la figlia ventenne di Roberto Spada, per quindici grammi di hashish che aveva in tasca un’altra persona; il padre ha già fatto sei anni di carcere per una testata a un giornalista. Intanto, fiaccolata contro il decreto “sicurezza” vicino al palazzo del Senato che deve approvarlo; il 18 invece reagisce la periferia, con una grandissima assemblea pubblica al Quarticciolo contro il commissariamento securitario del “modello Caivano”. Nel frattempo, due persone senza casa vengono trovate morte di freddo, e il 19 una ragazza di vent’anni viene uccisa da una macchina sulla Tiburtina. Ma non rientrano nel problema della “sicurezza”. Intanto, la procura di Roma manda avvisi di garanzia a Meloni, Nordio e Piantedosi per aver riportato in Libia il capo delle milizie che gestiscono i centri di tortura di Mitiga e Zawiya, trafficante di migranti accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale. È il secondo criminale di guerra che si lascia passare, in venti giorni.

Il 22 si approva in giunta il nuovo regolamento sulla “semplificazione urbanistica”: si dimezzano i tempi per le valutazioni d’impatto ambientale, si autorizzano aumenti di cubature fino al trenta per cento per chi demolisce e ricostruisce, e si riducono controlli e vincoli per costruttori e speculatori. Sarà più facile riattivare le tante sale di cinema abbandonate della Capitale, ma a prezzo di una cementificazione quasi senza limiti. Il 23 iniziano i lavori nella scuola di via Cardinal Capranica a Primavalle, che era stata sgomberata dai suoi abitanti nel 2019 e da allora lasciata nell’abbandono. La mattina un gruppo di neofascisti attacca con le cinghie degli studenti del liceo Cavour, che però riescono a cacciarli; e la sera a Monti un gruppo di sessanta ultras laziali aggredisce i tifosi baschi della Real Sociedad che bevevano in un pub: li attaccano con coltelli, martelli, mazze. Nove baschi sono feriti, uno di loro è grave. Il 24 tutta Ostia è in collera per un articolo del Telegraph che la classifica tra le peggiori spiagge d’Europa. Ma per noi è il mare di Roma, punto.

Il 25 nuova manifestazione per la Palestina, di nuovo divisa in due cortei, anche se con numeri non grandissimi. Il 26, vigilia del giorno della memoria, a piazza Vittorio si tiene l’incontro di Forza Nuova dal titolo “Europa: Una, libera, sovrana”, con l’invito di gruppi neonazi di mezza Europa. L’hotel si rifiuta di ospitare i fascisti, che si rifugiano nella sede di Forza Nuova. Nel frattempo il sindaco Gualtieri incontra il fratello di Elon Musk per organizzare uno spettacolo di droni sopra al Colosseo. La notte prima del 27, qualcuno proietta sulla Piramide Cestia un meme cervellotico contro Emergency, Amnesty International, Anpi, Medici Senza Frontiere e la Croce Rossa, per aver denunciato il genocidio palestinese: “Se Israele avesse bombardato i treni per Auschwitz vi sareste schierati con Hitler”, dice. Da Cracovia gli fa eco il presidente della comunità ebraica romana, che durante le commemorazioni per la liberazione di Auschwitz spiega agli studenti in visita che “gli israeliani oggi sono perseguitati come gli ebrei ottanta anni fa”. Tra parentesi, nel giorno della memoria nessuno ricorda il genocidio di rom e sinti, il porrajmos, eseguito con la stessa violenza disumana e organizzata della Shoah; l’Italia resta tuttora il paese con più antitziganismo d’Europa. 

La notte del 28 un anziano richiedente asilo muore mentre faceva la fila davanti alla Questura di via Partini; la Questura riceve pochissime persone al giorno, quindi i rifugiati per ottenere il permesso di soggiorno (che spetta loro per la convenzione di Ginevra) sono costretti a mettersi in fila la notte prima, a dormire sul marciapiede, a volte anche per molti giorni di fila. Poche ore dopo c’è un grosso sgombero a La Rustica, in un palazzo abitato soprattutto da subsahariani, che si riversano nel quartiere e sui cavalcavia intorno; intanto sbarcano a Roma tremila ultras tedeschi, e per sicurezza il Comune proibisce temporaneamente la vendita di alcolici a portar via in centro. Il 29 presidio di protesta contro la morte del migrante in fila a piazza Santi Apostoli. Nella notte appare uno striscione di Casa Pound davanti al Colosseo sulla “Remigrazione”, un termine già usato dall’estrema destra europea e dalla Lega per indicare il rimpatrio forzato di tutti i migranti e i loro discendenti. Il 30 protesta al Quarticciolo per la riapertura della scuola Ghini/Pirotta, ormai da due settimane chiusa per un caso di legionella: gli abitanti temono che si approfitti dell’emergenza per chiudere definitivamente l’istituto, già vittima del cosiddetto “dimensionamento” scolastico – accorpamenti e chiusure di scuole di periferia. (stefano portelli)

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