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UN SANTO AL GIORNO # 5 ottobre: San Placido

(disegno di giacomo sorrentino)
(disegno di giacomo sorrentino)

Placido, figlio del nobile patrizio romano Tertullo, venne affidato per essere educato a San Benedetto fin dall’età di sette anni. Un giorno, il fanciullo andò al lago per prendere l’acqua, ma sdrucciolò e vi cadde dentro. San Benedetto, dalla sua cella, vide per rivelazione l’accaduto. Chiamò Mauro, altro suo discepolo e gli disse: «Corri velocemente, perché Placido è caduto nel lago». Mauro si portò al lago e senza affondare camminò sull’acqua, riportando sulla riva Placido sano e salvo. San Benedetto attribuì il miracolo all’ubbidienza del discepolo, il quale a sua volta l’attribuiva alla benedizione ricevuta dal santo; Placido però riferì di aver visto lo stesso abate che lo soccorreva e lo copriva con la sua melota (una pelle di pecora che i monaci allora portavano sulle spalle).

Tertullo, per mostrare la sua riconoscenza al santo, gli donò parte dei beni che possedeva e che servirono a erigere il monastero di Montecassino, oltre ad alcuni romitaggi nella città di Messina, dove Placido, a soli ventisei anni, fu mandato come abate.

La badia di Messina giunse presto a grande fama. Un giorno vennero a visitare il monastero due fratelli di Placido: Eutichio e Vittorino, con la sorella Flavia. Mentre stavano in santi colloqui, avvenne che il pirata Manuca saccheggiasse la città, facendo pure  circondare la badia, sfondandovi le porte e intimando a quanti vi si trovavano dentro di rinnegare Gesù, pena la morte. Quando Placido e i suoi si rifiutarono, i pirati s’avventarono su di loro e con aste, picche e spade li trucidarono. (torna ai santi)

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