MONiTOR
  • Home
  • Ultimi
  • temi
    • ambiente
    • casa
    • detenzioni
    • iniziative
    • lavoro
    • migrazioni
    • notizie
    • sanità
    • scuola
    • spazi pubblici
    • storie
    • turismo
  • Città
    • bologna
    • milano
    • napoli
    • roma
    • torino
    • altre città
  • linee
  • culture
    • arti
    • cinema
    • fotografia
    • libri
    • musica
    • teatro
  • Foto
    • fotogallerie
    • fotoreportage
  • storie disegnate
  • Autori
  • edizioni
  • Lo stato delle città
napoli
21 Marzo 2019

Cabina di regia e Programma di risanamento. Bagnoli ancora in alto mare

Antonio Di Gennaro
(disegno di cyop&kaf)
(disegno di cyop&kaf)

da: Horatio Post

Al di là delle dichiarazioni di rito dopo la Cabina di regia di alcuni giorni fa, è evidente che a Bagnoli siamo tornati in alto mare. I pareri dei ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, sviluppati in centoventi pagine dense dense, dietro la freddezza del linguaggio tecnico-burocratico, suonano come una bocciatura inequivocabile del lavoro svolto sinora. In estrema sintesi, secondo il ministero dell’Ambiente, il Praru (l’acronimo sta per Programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana) è assolutamente carente dei contenuti necessari per una sua valutazione: “Il Programma stesso e il relativo rapporto ambientale assumono carattere virtuale in quanto tutte le azioni del Praru hanno indefinita collocazione nell’ambito del territorio di competenza. Le importanti azioni infrastrutturali (tra cui un nuovo tunnel della Tangenziale) oltre a essere suscettibili di modifica in dipendenza delle future scelte, forniscono scarse informazioni, talvolta limitate alla loro semplice elencazione e solo indicativamente delineate negli allegati al Piano anche attraverso ipotesi di soluzioni alternative. […] Manca in sostanza la localizzazione delle relative opere stradali, idrauliche e ferroviarie e mancano, altresì, esaurienti informazioni circa lo loro consistenza e modalità di realizzazione”.

Il punto d’arrivo è desolante: “Per i presupposti motivi si ritiene necessario che l’aggiornamento del Praru, con la previsione dell’uso del suolo, venga sottoposto a nuova istruttoria di Valutazione ambientale strategica (Vas), integrato del progetto di bonifica in base agli obiettivi definiti dallo stato di contaminazione del sito coerenti con la destinazione d’uso dei suoli”.

Seguono altre prescrizioni, diciotto in tutto, tutte dello stesso tenore, con la richiesta tra l’altro di approfondimenti riguardanti l’infrastrutturazione di base; la qualità dell’aria; gli effetti del nuovo quartiere sui cicli dell’acqua, dei rifiuti, dell’energia; i dettagli del piano di bonifica. Assieme all’invito esplicito a integrare nel Praru le osservazioni pervenute nel corso della procedura, ove pertinenti, molte delle quali – come quelle prodotte dai sindacati e dalle associazioni – dicevano proprio le stesse cose che troviamo ora scritte nei pareri ministeriali. Insomma, il Praru non dovrà essere integrato ma rifatto, ed è evidente che non può esserci nessun tipo di compiacimento nel prendere atto di ciò: il punto per i cittadini italiani, per gli abitanti della città metropolitana, è che le cose si facciano e la città rinasca, ma è evidente che quattro anni sono andati persi. Le tecnostrutture alle quali avevamo chiesto aiuto ci hanno condotto allo stallo. Come se non bastasse, su questo mare di incertezza continua anche a incombere il blocco giudiziario delle aree. Per il resto, stranamente, l’unica cosa sulla quale non si registrano contrasti ma solo certezze, è l’ulteriore fabbisogno di quattrocento milioni per la bonifica. Stando così le cose, e volendo condividere il lessico inusuale ma efficace impiegato dagli stessi tecnici ministeriali, si tratta evidentemente di affermazioni alle quali va assegnato al momento un puro “carattere virtuale”. (antonio di gennaro)

Share on Facebook Share on Twitter Share on Google+
Previous Article In mare e in terra. Come si distrugge il sistema di accoglienza
Next Article La storia di Tomi. Sciopero della fame e resistenza nei CPR italiani

Related Posts

  • Atlante di un territorio sacrificato. La storia di via De Roberto a Ponticelli

  • Studentati di lusso a Napoli, soldi pubblici profitti privati

  • Mille e duecento posti per i disoccupati napoletani. “Finisce qua” la lotta per il lavoro?

  • Riarmo e propaganda. In gita al Villaggio Esercito di Napoli

Appuntamenti

Edizioni MONiTOR

Scioperi e serenate

Lo stato delle città, n°15

Napoli Est

Lo stato delle città, n°14

Le case dei sogni

Un compagno

Lo stato delle città, n°13

Lo stato delle città, n°12

Lo stato delle città, n°11

Lo stato delle città, n°10

Lievito

La memoria bucata

Lo stato delle città, n°9

Confini

Le guarattelle

Lo stato delle città, n°8

Le fragili alleanze

Lo stato delle città, n°7

La settimana santa

L’estate è finita

La Venere degli stracci

Lo stato delle città, n°6

Baby Gang

Lo stato delle città, n°5

Lo stato delle città, n°4

Solidi

Detti

Lo stato delle città, n°3

Lo stato delle città, n°2

Risalendo la china

Quartieri Spagnoli

L’infelicità italiana

Lo stato delle città, n°1

Lo stato delle città, n°0

Heroes

Lo sparo nella notte

Qualcosa che bruci. Oroscopo di Foucault

Il cielo in una stanza

Lo sparo nella notte

La città orizzontale

Grigio

Primavera breve

Fino all’urdemo suspiro

Vai mo

Palude

iL SINDAKO

Lo stato della città

Il fuoco a mare

La sfida

Odissee

SUPPORTA NAPOLIMONiTOR

AUDIODOC, PODCAST, VIDEO

GALLERIE E REPORTAGE

Storie Disegnate

Lo stato delle città / LA RIVISTA

Newsletter

Loading

Chi siamo

Napoli Monitor è stato un mensile cartaceo, in edicola dal 2006 al 2014.
A partire dal 2010 è un sito di informazione e approfondimento.
Dal 2015 pubblica anche libri e dal marzo 2018 la rivista “Lo stato delle città”.

contatti

La redazione di Napoli Monitor si trova in via Broggia, 11; 80135 – Napoli – info: [email protected]

MONiTOR

© Copyright 2015 - 2023. Proudly supported by dopolavoro and Shift-Left