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cinema
12 Dicembre 2023

Ri-guardare i luoghi. Un documentario collettivo su Procida

Roberto P. Ormanni
(archivio disegni napolimonitor)

Esiste un cinema prodotto nei luoghi, che secondo i casi utilizza i territori come uno sfondo simbolico, realistico o estetico. È un cinema che transita in fretta, e che negli ultimi tre decenni si è mosso all’ombra di quel mercato delle location promosso dalle Film Commission regionali. C’è poi un altro cinema, che si costruisce coi luoghi. È un cinema che si fa presenza, che si sforza di abitare i territori che riprende, inseguendo quel concetto caro a Ernesto De Martino di “appaesamento”. La chiave di questo tipo di cinema, parafrasando Franco Cassano e il suo pensiero meridiano, sta nel ri-guardare i luoghi, in un duplice senso di tornare a guardarli, con occhio intimo e profondo, e di avere riguardo per loro. Il film collettivo Procida potrebbe essere ricondotto al secondo insieme.

Presentato lo scorso agosto al Locarno Film Festival (dove ha ottenuto una menzione speciale dalla giuria del Pardo Verde Ricola), il lavoro è il frutto del Procida Film Atelier 2022, un progetto formativo finanziato dalla Regione Campania, in occasione di Procida Capitale Italiana della Cultura, che ha portato in residenza sull’isola per sette settimane, tra i mesi di giugno e luglio 2022, dodici giovani filmaker campani per un laboratorio intensivo di cinema documentario. Un progetto istituzionale tout court, dunque, prodotto dalla Regione con il sostegno della Film Commission, che tuttavia ha saputo smarcarsi dal rischio di generare un acritico film-evento promozionale. Il merito di averci salvato da un ennesimo spot turistico d’autore va probabilmente attribuito, oltre che ai giovani che hanno realizzato immagini e suono del film (Cecilia Catani, Giorgia Ciraolo, Enrica Daniele, Valentina Esposito, Dario Fusco, Angela Giordano, Simone Greco, Rebecca Gugliara, Ernesto Raimondi, Giorgia Ricciardiello, Nina Rossano, Lucia Senatore, Romilda Di Iorio), al regista Leonardo Di Costanzo, chiamato da Antonella Di Nocera per curare la direzione pedagogica e artistica del laboratorio. La produttrice, fondatrice di Parallelo 41, ha infatti applicato a Procida il sistema già sperimentato nell’esperienza decennale (al momento conclusa) di FILMaP, l’atelier di cinema del reale da lei coordinato a Ponticelli dal 2014 e in cui proprio Di Costanzo ha vestito i panni di maestro.

Attraverso un’immersione nella vita dell’isola e nelle storie dei suoi abitanti, Procida riesce a non accontentarsi della sua ambientazione. Di Costanzo, coadiuvato dalle registe Caterina Biasiucci, Claudia Brignone e Lea Dicursi (sue ex allieve di FILMaP che hanno impostato la prima parte del laboratorio), incoraggia i ragazzi e le ragazze dell’atelier a filmare i luoghi e gli spazi delle vite private instaurando una relazione fondata sull’ascolto dell’altro. Tra esercitazioni sul campo e riprese di lavorazione, muovendosi in mini-troupe di due persone, i dodici registi e registe girano per Procida girando i racconti di Procida. L’atto di riprendere, così, arriva a coincidere con il tempo dell’abitare.

Dalla storia di Titina Costagliola, emigrante di ritorno che rievoca l’amore per il marito ormai scomparso attraverso le immagini del proprio archivio di famiglia, al vegliardo Girone, contadino-pescatore e iconico volto dell’isola, passando per il gruppo di bimbi tuffatori di Vivara o per la giovane Dayana che gareggia nel concorso della “Graziella di Procida”, fino ad Annachiara, spettatrice del concerto a sorpresa di Liberato sulla spiaggia di Marina Grande, ogni narrazione, pur mantenendo stili diversi, si muove lontano dai luccichii di “Procida Capitale”, finendo, piuttosto a rivolgersi verso i tratti archetipici e universali contenuti nella quotidianità.

Quello che emerge, così, dal colossale lavoro di montaggio, curato da Lea Dicursi e Claudia Brignone a partire dalle oltre duecento ore di girato accumulato, è una scrittura che, pur restando consapevolmente sulle superficie, come ricordato dallo stesso Di Costanzo durante l’anteprima romana del film, lascia intravedere i barlumi di un’inesaurita complessità, annidata tra le maglie del reale e pronta a essere interrogata, sì, ma solo a patto che venga ri-guardata.

Dopo la presentazione a Locarno e le anteprime nazionali a Milano e Roma, Procida verrà presentato in Campania al Procida Hall di Procida il 12 dicembre (ore 18:30) e al Cinema Astra di Napoli il 15 dicembre (ore 20:30). (roberto p. ormanni)

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